Rock’n roll night al Fabrique:  irrompono i The Kills

Rock’n roll night al Fabrique: irrompono i The Kills

Unica data italiana in un lungo tour europeo per i The Kills, dopo il ritorno sulle scene con il chiacchierato e patinato episodio musicale di Ash & Ice dello scorso giugno. Ritorna dunque in Italia il duo composto da Alison Mosshart  e Jamie Hince, americana lei e inglese lui, separati da miglia di mare ma uniti da attitudine rock e tanta apprezzabile voglia di divulgare la loro arte. Dopo il matrimonio fallito con Kate Moss, per Jamie ecco l’opportunità del viaggio in Transiberiana per ritrovare se stesso e abbracciare nuovi stimoli, mentre Alison arricchisce il proprio curriculum rock con le apparizioni targate Dead Weather, accanto al mostro sacro jack White. Nasce così l’idea di comporre musiche per il nuovo disco, dopo i fortunati episodi di Now Wow (2005), Midnight Boom (2008) e Blood Pressures (2011), accanto alla felice intuizione di coronare il ritorno con nuovi live show che mettano in mostra lo spirito lo-fi e il loro frizzante stile.

Sabato scorso 29 ottobre, al Fabrique, aprono le danze le Georgia, duo londinese di adolescenti cresciute a pane e Klaxons che si divide tra batteria/voce e suoni sintetici, ripetuti e densi di claustrofobia periferica e nebbia perenne. Molte urla e tanta energia alle percussioni, condita da sonorità elettriche ripetute e un tentativo di suonare addirittura melodiche. Chiude il tutto l’abbozzo metallizzante del gran finale, dopo urla sgraziate e rabbia isterica da Cocorosie intrise di acido e veleno per topi. Un buon aperitivo per il pubblico che apprezza  e sorride, intenerito anche dalla giovane età delle due ragazze.

Quando salgono sul palco i The Kills si capisce immediatamente che non ci sarà da annoiarsi. Jamie Hince indossa una evocativa maglietta Slayer sotto un cardigan da lord, mentre la Mosshart una camicia leopardata che fa il paio con le sue movenze feline e l’infinita energia che sprigiona il suo personaggio. Dietro la prima fila, occupata da loro due, operano seminascosti i due collaboratori musicali della coppia, impegnati alla batteria e ai suoni sintetici. Si parte subito forte con il ritornello malato di Heart of a dog, con la musa Alison che ripete I’m loyal,I got the heart of a dog, quasi in preda ad una preghiera declamata da Iggy Pop in piena estasi. Il dialogo tra i due si manifesta prepotente con la U.R.A. Fever e non mostrerà mai alcun segno di cedimento, mentre l’alt rock di Black Balloon e Hard Habit to Break divulga il minimal sound secco e godibile di un gruppo maturo e coinvolgente. Dietro il gruppo, la scenografia è risicata e poco incline al design moderno, quasi a rivendicare la caparbietà stilistica e la solidità rock dei nostri The Kills, trascinatori grazie al loro esclusivo sound, dal vivo molto potente e sicuro.

Il pubblico risponde presente quando si intonano i cori di Doing to the death, dopo che Jamie aveva già iniziato a dar spazio al suo repertorio di chitarrista di alto grado, con assoli, moonwalk e simulazione del fucile con lo strumento che imbraccia, senza perdere mai un accordo. D’altronde, cosa aspettarsi da uno che dopo una crisi interiore si riprende scrivendo un nuovo album e suona dando pugni alle sue chitarre? La sensualità della Mosshart non è da meno, anche quando c’è da riprendersi dall’errore della music machine in Tape Song, vecchia canzone apprezzata dal pubblico sino a perdere la voce. Prima della pausa, Monkey 23 ci ricorda da dove vengono i suoni dei The Kills, quanto mai vicini a The Fall e compagnia seventies.

Di ritorno sul palco, Alison suona da sola That Love, con tanto di sigaretta in bocca e chitarra acustica in braccio, assumendo le sembianze di una Dolly Parton nichilista e poco aperta ai complimenti. Il gran finale, dopo che il sudore di Jamie ha ormai cosparso il palco, è affidato alla hit songs Future Stars Slow e Now Wow, con un intermezzo legato a Siberian Nights, altro episodio che proviene dalla penna e dalla chitarre del signor Hince, icona rock a tutti gli effetti, e non solo per la longevità e il suo carisma.

Grazie a Vivo Concerti per l’invito.

Foto Stefanino Benni e testo Andrea Alesse

The Kills :

Georgia :

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