Spettacolo incredibile per la Dave Matthews band all’Unipol Arena di Bologna

La  Dave Matthews band è in giro dal 1994 ed è uno dei gruppi più famosi negli Stati Uniti e non solo.

L’anno scorso hanno fatto uscire il loro nono album in studio Come Tomorrow e sono qui a Bologna, dopo la fortunata data di Padova, per farcelo ascoltare.

That Girl Is You è il primo brano scelto per aprire il concerto ed è proprio un brano del loro ultimo disco.

Dave Matthews e la sua chitarra sono una cosa unica con tutta la band che lo segue in un modo incredibile .

Il tour di quest’anno è diverso perchè manca nella formazione l’ex violinista, Boyd Tinsley che ha dichiarato lo scorso inverno che avrebbe dovuto prendersi del tempo libero per concentrarsi di più sulle cose veramente importanti nella vita: la salute e la famiglia, anche se voci più ufficiali parlano di licenziamento per via delle accuse di molestie sessuali.

La sua attuale band ha avuto dei cambiamenti ad oggi è composta da :

Stefan Lessard – basso 
Carter Beauford – percussioni, voce 
Rashawn Ross – tromba, voce 
Jeff Coffin – sassofono, clarinetto, flauto traverso 
Tim Reynolds – chitarra elettrica 
Buddy Strong – tastiere, voce 

Dopo i primi brani Dave dichiara che chiaramente non sarà solo un concerto di promozione del loro ultimo disco ma una splendida carrellata di 25 anni si carriera .

Essendo la prima volta che vado a vederlo dal vivo mi colpisce molto la ritmica e i fiati molto presenti soprattutto nei primi brani .

Canzoni che si trasformano in jam session incredibili come in Grey Street dove tastierista percussionista e i fiati si mischiano alla perfezione facendo impazzire il pubblico presente all’Unipol Arena.

Satellite si contraddistingue per i riff di Matthews e di Tim Reynolds che sovrastano i fiati per un atmosfera più rock .

Stand Up (For It) è uno dei brani più conosciuti della band. Senza violino le chitarre devono lavorare di più, ma la magia che da questa canzone rimane la stessa.

I concerti della dave matthews band sono sempre conditi con diverse cover .

La prima è Time of the Season degli Zombies, brano del 1968. Questo brano è perfetto per questa band dove vengono alla luce le straordinarie doti del tastierista Buddy Strong.

Save me non la definisco una cover visto che è un brano della carriera solista di Dave. Quando esegue brani della sua carriera solista il sound è più incisivo, lascia da parte i fiati per le chitarre elettriche ed acustiche.

La seconda cover è Fly Like an Eagle della Steve Miller Band, che venne resa famosa anche da Seal che la cantò per il film Space Jam.

Il brano che proprio non può mancare nella setlist della band è sicuramente The Space Between.

You cannot quit me so quickly
Is no hope in you for me
No corner you could squeeze me
But I got all the time for you, love
The space between
The tears we cry
Is the laughter keeps us coming back for more
The space between
The wicked lies we tell
And hope to keep us safe from the pain

Penso non ci sia niente da aggiungere. Pelle d’oca.

Funny the Way It Is è un’altro dei brani più famosi della band che porta verso la fine il concerto che si chiude con Ants Marching.

Do not Drink the Water è il primo encore che anticipa la grandissima All Along the Watchtower  di Bob Dylan e l’intro di basso di Stefan Lessard.

Questo brano sembra non finire mai tanto da mischiarlo alla perfezione con Stairway to Heaven dei Led Zeppelin.

Dopo 2 ore e 30 minuti cala il sipario su un concerto meraviglioso, forse uno dei più belli dall’inizio dell’anno. 

SETLIST:

That Girl Is You

Grey Street

What Would You Say

Do You Remember

Seven

Proudest Monkey

Satellite

Stand Up (For It)

Time of the Season (The Zombies cover)

You Might Die Trying

Again and Again

Save Me (Dave Matthews song)

Can’t Stop

Jimi Thing

Fly Like an Eagle (Steve Miller Band cover)

Minarets

The Space Between

Funny the Way It Is

Ants Marching

Encore:
Don’t Drink The Water

All Along the Watchtower (Bob Dylan cover)

Stairway to Heaven (Led Zeppelin cover)

Un ringraziamento particolare a D’Alessandro e Galli  per il gentile invito

Foto di Ivan Elmi 

Testo di Carlo Vergani 



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