È uscito Brandelli d’Italia Ep Vol. 1, tutti a scuola dagli Shandon

Autore: Shandon
Titolo: Brandelli D’Italia EP volume 1
Etichetta: Ammonia Records

Operazione nostalgia? Direi proprio di no. Più che altro la volontà di non far perdere nel dimenticatoio le radici, necessarie per avvicinarsi al mondo degli Shandon e non solo. Un tuffo nel passato quando l’alternative era realmente alternative e le fanzine l’unico modo di far circolare la propria pubblicità su nuove uscite e sui propri live. È Brandelli d’Italia Ep volume 1, il nuovo lavoro degli storici Shandon, uscito per la storica Ammonia records e già capace di farci riavvicinare alle nostre belle giornate che trascorrevano tra un disco clandestino e il sogno di avvicinarci alla scena punk di chissà quale agognato paese estero. Si tratta di 5 canzoni riprodotte dagli stessi Shandon e che appartengono a mostri sacri del passato. 5 pezzi che suonano come un romanzo di formazione, imprescindibili per capire lo status di real punk rocker, terribilmente lontano da chi associa il punk rock e musica affine ai gruppi di moda su social o roba simile. Un progetto iniziato ascoltando le nuove generazioni ai concerti, a cui manca la conoscenza del pezzo di storia della scena italica, da cui gli Shandon hanno naturalmente tratto ispirazione.
Al primo pezzo, spazio a Flash dei Search da Ravenna, innovatori di un sound che oltreoceano fa poi il botto con Less Than jake e in Italia sarà sostenuto da molti gruppi tipo Magilla Gorilla e, innegabilmente, gli stessi Shandon. Possiamo chiamarlo Ska-core, ossia una miscele esplosiva che mette da parte i tempi dello ska fondendoli con una velocità che utilizza fiati e chitarre spigolose, strizzando l’occhio al crossover. E pensare che nel 1992/93 i Search già dettavano legge, quando ancora Operation Ivy e compagnia bella erano in incubazione.
Casino Royale, suonata originariamente dall’omonimo gruppo, è la seconda traccia. Una pietra miliare che mette d’accordo skins, punks e sostenitori ska, un groove ammicante e ultra piacevole per una canzone ska nell’animo oltre che nei ritmi. E gli Shandon si divertono molto, impersonificando un altro grande gruppo, poi trasmigrato su altri lidi musicali meno veloci. Olly Riva e compagni si mettono nei panni del sound che fu di Giuliano Palma, nato nel lontano 1987 e di cui potremmo parlare sino a domani. Meglio ascoltare la cover. Le successiva Uomini è il brano di cuore che richiama l’acoustic song di Edda dei Ritmo Tribale, arrangiata reggae dai nostri, debitori anche delle dissertazioni più intime del grande gruppo italiano, punk nell’anima e poi negli accordi.
A Great Big World dei Senzabenza è invece un brando di melodic punk rock 77, con poster di Ramones e amicizie con The Queers e Screaching Weasel, suonato da un gruppo che dall’arida Latina sbarca in USA, per divulgare un cantato in inglese godibile e pronto a farvi sbucciare le ginocchia sullo skate. Il quinto pezzo è Eptadone degli Skiantos, e chi non la conosce può smettere di leggere immediatamente la recensione. Un tributo ad un gruppo che catalizzava attenzioni negli anni ’70 dell’ardore studentesco, e che è stato a torto troppo in fretta dimenticato. Geniale l’incipit (già cult nel film Paz con Fiabeschi in auto), ben accordata la voce di Olly, travestito dal guru Freak Antony (Rip).
Non me ne vogliano gli altri gruppi, ma la canzone che mi fa uscire la lacrimuccia è Questi Anni dei Kina, geniale band che da Aosta conquistò l’Europa e oltre in tour sgangherati e infiniti viaggi sonori in cui essere punk era uno stato d’animo, al di là delle creste. Testi importanti e intimi, con emozioni a go go e caos sonoro che rispecchia tensioni interiori mai sopite. L’emo core prima dell’emo core a metà degli anni 80, con fanze e etichetta al seguito (Blu Bus, quanto ci manchi), oltre che una melodia incredibilmente reale. Compare nella cover anche la voce del cantante dello storico gruppo, poi divenuto Frontiera, in una canzone che è contenuta in un altro grande album: se ho vinto, se ho perso. Per favore, andate a recuperarlo.
TRACCE:
1. Search, 2. Casino Royale, 3. Uomini, 4. A Great Big World, 5. Eptadone, 6, Questi anni.

Testo a cura di Andrea Alesse

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