Sepultura: la recensione del nuovo Machine Messiah

Sepultura: la recensione del nuovo Machine Messiah

Band: Sepultura
Disco: Machine Messiah
Etichetta: Nuclear Blast

Uscirà il prossimo 13 gennaio,  tramite Nuclear Blast, Machine Messiah, il nuovo concept album dei brasiliani Sepultura. Dopo il non straordinario The Mediator Between the Head and Hands Must Be the Heart la band di Andreas Kisser torna alla carica con questo aggressivo full length prodotto da Jens Borgen (Soilwork, Opeth, Katatonia, Amon Amarth).
Come dichiarato dal chitarrista Andreas Kisser questo disco è un concept: «L’ispirazione principale per Machine Messiah è la robotizzazione della nostra società. Il concetto è quello di una Macchina-Dio che ha creato l’umanità, e adesso il cerchio si sta chiudendo, tornando al punto di partenza. Siamo arrivati dalle macchine ed è lì che stiamo tornando. Il Messia, quando ritornerà, sarà un robot o un umanoide, il nostro salvatore bio-meccanico».Kisser ha voluto soffermarsi anche su alcune novità accadute in studio «Ci sono molti nuovi elementi in questo album, e ci sono altre cose che mettiamo solitamente nei nostri lavori. Noi mettiamo sempre il 100% dell’energia e della passione quando siamo in studio. Parliamo molto di tutto, soprattutto quando si tratta del testo e del trovare il modo migliore di esprimere cosa vogliamo dire. Derrick Green ha fatto il suo miglior lavoro in questo album. La sua voce suona al meglio e canta veramente bene! È subentrato anche nella parte lirica questa volta. Tutti erano molto professionali. Persino Paulo ha lavorato sugli arrangiamenti del basso da solo a casa, cosa che non aveva mai fatto prima! Questo è quello di cui abbiamo bisogno nei Sepultura. Io penso che questo sia il nostro miglior album, perché è un vero sforzo di band»
Il disco si apre con l’atmosfera dark della title track, un intro soft cantato in clean che sfocia nel primo (dei tanti) bell’assolo di Kisser in quest’ultima fatica discografica, dopo l’assolo il brano aumenta d’intensità anche grazie ad un potente growl di Derrick Green, ottimo brano anche se molto lontano dallo stile della thrash metal  band brasiliana.
Con il secondo brano le cose tornano alla normalità: riff di pura matrice thrash metal, un mostruoso Eloy Casagrande alla batteria ed ecco I Am The Enemy.
I Sepultura sono noti al grande pubblico anche grazie alla loro innata capacità di fondere elementi classici della musica brasiliana con il metal, e questo talento emerge anche in questo lavoro soprattutto nel brano Phantom Self. Proseguendo  ecco l’interessante Iceberg Dance, un brano strumentale che in alcuni passaggi ricorda parecchio i Deep Purple (sopratutto nel uso massiccio delle tastiere, una vera novità in casa Sepultura).  Siamo ad oltre metà disco quando troviamo il miglior brano di  quest’ultima fatica discografica dei Sepultura: Sworn Oath, un riff che ricorda i tempi d’oro dei Sepultura e un Derrick Green al top creano un muro sonoro devastante.
Non c’è tempo per riposare, i Sepultura continuano a picchiare anche in Resistant Parasites dove la prestazione di Casagrande alla batteria è nuovamente notevole.
Proseguendo con l’ascolto merita una menzione la velocità e la grande ritmica di Silent VIolence dove il basso di Paulo Jr. è più martellante che mai, notevole anche il velocissimo assolo di Kisser. A chiudere le danze ci pensa Cyber God, un brano decisamente sperimentale e insolito che potrebbe essere una continuazione della title track in apertura.
In conclusione possiamo dire che i Sepultura dopo alcuni lavori assolutamente non convincenti, sono tornati ai massimi livelli: questo Machine Messiah è il miglior lavoro della band brasiliana dopo la dipartita di Max Cavalera, poco più di 40 minuti di musica che riconsegnano ai brasiliani un posto nel olimpo del Thrash Metal. Alcune novità nel sound, una produzione spaziale e la prestazione di Green (tra le migliori nella sua carriera) hanno fatto risorgere una band che sembrava ormai finita .
I Sepultura, saranno a breve in Italia: la band brasiliana sarà in tour in giro per il mondo con Kreator, Aborted e Soilwork, in Italia suoneranno il 21 febbraio al Live Club di Trezzo sull’Adda

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