Secret Sight, oltre l’oscurità c’è la new wave

Secret Sight, oltre l’oscurità c’è la new wave

Trio anconetano e due label francesi che gli danno fiducia. Sono i Secret Sight, band al secondo lavoro che si immerge totalmente nelle liturgie di un certo suono oscuro tipicamente new wave, con testi e parole in inglese come nella migliore tradizione. Shared loneliness, ovvero solitudine condivisa, come condivise sono le emozioni romantiche che i nostri voglio comunicare con perizia stilistica e pulizia dei suoni. E se in Italia assistiamo ad un ritorno di quella scena anomala che fece impazzire granducato toscana e oltre, lo dobbiamo anche a gente tipo Secret Sight, che insieme a Havah e company oggi fanno riemergere la nuova onda e il post punk (gli appassionati si preparino perché sta per arrivare un tomo essenziale compilativo sulla scena eighties targato Yard Press).

Suoni secchi e strategie sin da subito chiare, con una intro ispiratoria dal titolo Lowest Point e poi un giro immediato nella trama di accordi di Stage Lights, con la chitarra che si mescola alla voce di Cristiano Poli, che si unisce al basso di Lucio Cristino e alle percussioni di Enrico Bartolini. Un insieme di sensazioni oscure agguanta poi Blindmind, pratica di costruzione che li accompagna sino ad un percorso di seducente passato qui messo in atto con personalità e melodia.

Tempi giusti e giusta misura, con Fallen che ricorda gli Editors, soprattutto nell’attacco tritacarne, e Flowers che piace sicuramente a fan di Fiumani e di una certa ispirazione sensoriale sempre a braccetto con l’onda lunga della citata new wave. Nei testi rinveniamo tracce di vita personale (Over), trattate come una nave che salpa verso una melodia corrosa di romantiche impressioni, aiutate dal cantato anglosassone.

In Surprising Lord compare anche un duetto vocale, con arpeggi Joy Divisionani all’unisono, mentre l enove tracce pongono Sometimes come traccia finale, punto di arrivo per i nostri Secret Sight e per il loro sfuggente mapping musicale.

Testo a cura di Andrea Alesse
recensioni@thefrontrow.it

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