Fulmini e saette con la musica dei Royal Republic a Bologna

Fulmini e saette con la musica dei Royal Republic a Bologna

Dopo la scoppiettante data di ieri a Milano ecco salire sul palco del Zona Roveri di Bologna i Royal Republic.

Il loro rock and roll made in Svezia è qui nel nostro paese per presentare Weekend man, il loro terzo album uscito all’inizio del 2016.

Ad aprire il concerto ci sono Dinosaur pile up e  Tim Vantol.

La rock band di Leeds ha un sound potente che si ripesca i ritmi made in Seattle del pre – grunge.

Dopo questa bomba di suoni di chitarre distorte è venuto il tempo del folkman olandese Tim Vantol.

“….eh lo so che non c’entra nulla un set acustico un concerto di gruppi rock, non ho nessuno alle mie spalle e di fianco, ma non fa niente questo sarà lo stesso un rock and roll show …”

Un po’ Frank Turner un po’ Glen Hansard, il cantante olandese dopo solo poche note si è preso tutta l’attenzione del pubblico presente.

Dopo le atmosfere folk si torna subito sulla via del Rock and roll con gli headliners della serata.

I Royal Republic nonostante siano un gruppo che è ora mai è in heavy roation anche nelle radio italiane, non ha attirato il pubblico delle grandi occasioni.

Nonostante questo, i quattro svedesi hanno mostrato subito la loro professionalità, coinvolgendo subito il pubblico sia con la loro musica che attraverso i folli e divertenti siparietti del cantante Adam Grahn.

Costumi raffinati e luci accecanti rendono lo show speciale soprattutto dopo l’arrivo del Weekend man.

Due enormi fulmini si sono illuminati e da quel momento è cominciato un altro concerto.

La potenza del suono mischiato alle luci imponenti hanno fatto saltare tutto l’impianto elettrico, ma la band non si è scoraggiata , visto che ha preso “baracca e burattini” per trasferirsi in mezzo al pubblico a cantare.

Quando lo staff è riuscito a risolvere il problema, Adam Grahn e soci sembrano quasi dispiaciuti nel dover risalire sul palco visto la calorosa accoglienza del pubblico.

Risolto il problema elettrico il concerto è continuato con poche soste con i brani del nuovo disco e non solo .

Everybody Wants To Be An Astronaut, Underwear o baby sono brani che fanno ballare tutto il pubblico e dopo un ora di assoluto rock and roll è giusto chiudere con la hit Tommy gun.

Gli encore si trasformano in un mini set con la bellezza di quattro brani che si chiude con Full Steam Spacemachine.

Un ringraziamento a HUB Music Factory per l’invito

Testo di Carlo Vergani e foto di Ivan Elmi

Dinosaur Pile up

Tim Vantol

Royal Republic

 

 

 

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