Touchè, colpiti a fondo dall’album di Mèsa

Touchè, colpiti a fondo dall’album di Mèsa

Autori: Mèsa

Album: Touchè

Label: Bomba Dischi

 

Ci aveva abituato bene Mèsa, con numerosissimi live in giro per la penisola dopo il suo primo acclamato EP. Dopo una breve pausa, grazie alla vena di Bomba Dischi, etichetta ormai leader del settore, la cantautrice romana ci presenta il suo primo vero full lenght, dal titolo “Touchè”.

Cadenza raffinata e poesia, in un album che sin dalla iniziale traccia Non me lo ricordavo mostra di aver creato un’atmosfera più solida e costruita, perdendosi in virgulti alla The Breeders e facendo in modo che la sua scrittura venga messa al servizio di un celebrativo costrutto di post-rock delicato. Il suono, rispetto alla sua prima creatura indipendente, si è fatto dunque più maturo, senza far perdere a Mèsa la creatività e quel senso di sfida che nasce da una vena sicuramente autobiografica. Come quando si parla di pettinature francesi e stivali nel pop-rock di Lividi a Pois, canzone che mischia la presa acustica con accordi che masticano un animo vicino alla scena Sub Pop.

Chi si ricorda dei bei ritmi di Cristina Donà (sentite a tal proposito il brano Chi), non può che amare questa nuova voce che si materializza con la sicurezza del gesto della stoccata. “Touchè” per l’appunto, esclamazione che nella scherma indica che un concorrente è stato raggiunto da una stoccata avversaria. Più che di stoccate prese, però Mèsa sembra voler dare colpi ad una musica indipendente italiana troppo spesso sorniona e fatta di cloni, lasciandosi andare anche in dissertazioni tra conflitti generazionali e noie umane in L’esercito orizzontale, con l’ausilio di archi e linee melodiche sognanti.

Qualche accordo rock non guasta mai in Il mare tra il dire e il fare, mentre nella finale Oceanoletto compare una sottile linea elettronica che si sposa con la chitarra acustica e le vena melodica della cantante, al secolo Federica Messa. Ritmi alla Perturbazione e soliti testi simbolici in questo frangente, per mettersi al sciuro  dietro qualche rima e ricordi di passioni di un mare andato alla deriva.

Per chi volesse essere parte della sua storia musicale, Mèsa il 27 Aprile sarà al Circolo Ohibò di Milano.

Andiamo con lei alla ricerca della sua romanità, sciolta in una vena melodica intima e sempre più personale. Giovani talenti che crescono.

Andrea Alesse

recensioni@thefrontrow.it

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