Indie italiano che passione 2: Solo Per Adulti e il loro trattato divertente

Indie italiano che passione 2: Solo Per Adulti e il loro trattato divertente

Autore; Solo Per Adulti

Album: Trattato sui postumi del capitalismo

Label: El Magico Gonzalez Sound

Facciamo chiarezza e divertiamoci ascoltando buona musica italiana. Trattato sui postumi del capitalismo è il nuovo lavoro dei Solo Per Adulti, proposta che viene lanciata da un etichetta con un nome altamente attraente: El Magico Gonzalez Sound. Un encomio al più grande giocatore di calcio del San Salvador, irrequieto e poco concentrato aveva un talento incredibile e si ritirò dal calcio a 42 anni, finendo a fare il tassista. E in questo gioco nel quale non ci si prende molto sul serio, ci stanno benissimo anche i loro adepti Solo Per Adulti, prodotto italiano che fa dell’irriverenza e del cantato italiano il manifesto di un lavoro con pochi, o addirittura nessuno, peli sulla lingua. Funkeggianti e caciaroni non badano all’utilizzo di parole multi senso e valutazioni politiche, con chitarre e fuzz che parlano di storie giovanili e non solo (Coinquilina su tutte).

Poco più di quaranta minuti per una band attiva dal 2007 che si muove sull’asse Marche/Sud America, con numerosi concerti proprio nella parte del sud del continente americano. In Trattato sui postumi del capitalismo, il cui titolo è già significativo e politicamente ispirato, la band è intenta ad esportare disagi e aspirazioni, in un tourbillon che ama la scrittura di Bugo e le frecciate di Skiantos e affini.

Musica per cantare insieme e riflettere con parole political uncorrected, come in Segni di sottosviluppo. Un gruppo che non ama l’indie piacione e la passeggiate in centro, ma che rivendica case al limite di vivibilità e letture importanti. E in tutto questo, non dimentica neanche l’amore per un certo passato, scimmiottato in una demenza nichilista in Sono stato Punk, dove colpi di suono tipo Attaccabrighe seguono la rivendicazione non sense. Sempre più funk melodico in alcuni pezzi (Malattia), i nostri non cadono nelle tentazioni della patchanka, e utilizzano anche il levare per ricordarci Ivan Graziani (Saranno Cazzi) e i vecchi Punkreas de Il vicino. E un certo revival per il suono italiano degli anni ’70 lo sentiamo anche in Capitalismo, dove la rima è la chiave per divincolarsi tra finte illusioni intellettuali. Non una lettura da esame di scienze politiche, ma una ballata pazzoide e divertente.

Testo a cura di Andrea Alesse

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