Overflowing, un Ep di ottime intenzioni post-wave

Autori: Overflowing

Album: S/t

Label: Collettivo Funk

 

Gian Maria Vannoni è un musicista e produttore riminese classe 1986, uno dei tanti talenti che decide di mettersi in proprio dopo le avventure da frontman, che per lui hanno coinciso con i Dawn Under e i Rudyscave.

Produce un Ep fluido e preciso, in cinque tracce di cantautorato elettronico di stampo eighties, tra la scrittura concisa e l’atmosfera di una musica che si fa largo tra gli ascolti di NIN e Tame Impala. Linguaggio inglese e melodia noir, tra le architetture e i segnali di una presa visione a colori di effetti di sottofondo lucidi e migranti (How far Now). L’elettro rock è la base, mentre la no wave è il succo del discorso, pe run Overflowing che dimostra sicurezza e un amore sconfinato per diversi passati gloriosi, perché in fondo dagli anni ’80, dicono, non si esce vivi.

Sentile la terza traccia, Indigo, e vi renderete conto di ciò, tra la malinconia e il battito di synth che si sposano col vocoder, per un matrimonio celebrato dai Depeche Mode in persona. Dentro l’Ep, troviamo poi anche una certa nostalgia sintetica (Youth), oltre ad una traccia conclusiva che spiega molte cose su di Overflowing. Il battito del crossover mischiato con l’onda post wave, con inserti di backing vocals lontane, è infatti il mantra di una canzone che ha un destino intenso, come quello che auguriamo allo stesso Overflowing.

 

Andrea Alesse

recensioni@thefrontrow.it



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