Si danza senza sosta. I Nuju e il loro disco Storie vere di una nave fantasma

Si danza senza sosta. I Nuju e il loro disco Storie vere di una nave fantasma

Autori: Nuju

Album: Storie vere di una nave fantasma

Label: Manita Dischi

Una nave fantasma e diversi pirati che si cibano di folk e divagazioni sul tema. I Nuju sono dei colorati calabresi trapiantati in Emilia Romagna che non dimenticano le loro radici e il sole della loro terra. Largo dunque a fiati, archi e divertimento assicurato, dentro un album, “Storie vere di una nave fantasma”, che fa piena presa sugli amanti del genere patchanka-folk e delle sue nuove accelerazioni sul tema.

Burattinaio è la traccia iniziale, con voce che si rifà al maestro Carotone e ritmo trascinante che si prolunga verso la politica della tromba alla Roy Paci. Un pezzo che chiarisce da subito le volontà di una band che ama abbandonarsi a animi buskers di burattinai, dispersi lungo coste di arcipelaghi sognanti. Carillon ha invece un ritmo che mischia strambe tonalità rap e inserti elettronici con la danza scacciapensieri e il ballo che scatenano i Nuju ai loro concerti, in un suono che vuole essere dichiaratamente saltellante.

La band dimostra quindidi essere sempre vicina all’utilizzo di strumenti imprescindibili per gente del loro filone. Ecco allora la fisarmonica che sostiene il ritmo universale di Una faccia una razza, e la tromba leggera che assorbe un suono sixties in Pagliaccio. La scelta della lingua italiana dà ai Nuju immediatezza e spensieratezza, soprattutto se confrontate con il levare di brani come Denaro, dove echeggiano le vecchie armi di Vallanzaska, ma anche i ritmi più vicini dei siciliani Baciamo le mani. Uno ska stralunato che parla di una splendida rassegnazione alla cattiveria umana e a concorsi truccati, e che anticipa i ritmi dei Gogol Bordello che si fanno forti e potenti in Gluck,  unica canzone in lingua non italiana molto coinvolgente.

Visto che i Nuju sono quotati nel loro particolare mondo musicale, ecco che in Onde radio collabora con loro Cesko degli Apres la Classe, che porta il suono nella sterzata reggae di stampo salentino, per nuovi accordi che mostrano la fantasia e l’esplosività di questi Nuju, band a suo agio nei festival estivi e nel calore umano che questi sprigionano.

Una band che sono curioso di vedere proprio dal vivo, perché lì, sotto al palco, stare fermi sarebbe veramente impossibile. Come dicono i Nuju, si vive una volta sola, e allora facciamolo con gusto.

 

Andrea Alesse

recensioni@thefrontrow.it

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