EP che passione: “5” dei Babbutzi Orkestar e “Travels” di citySwell

EP che passione: “5” dei Babbutzi Orkestar e “Travels” di citySwell

Autori: Babbtuzi Orkestar

Album: 5

“5 brani, 5 momenti, 5 follie, 5 danze, 5 strumenti”.

Dopo “Tzuper del 2016 tornano in pista i Babbutzi Orkestar, band milanese che sintetizza una virtuosa interpretazione della musica folk/klezmer/rock cantata in italiano. Testi ricercati in un armonia da buskers che incontrano interpretazioni più rock, in un caleidoscopio di sonorità che utilizzano la sperimentazione del sax e del clarinetto, accanto al cantato in italiano che ispira tradizioni balcaniche e baccanali musicali alla Mano Negra.

L’inizio è tutto a carico di Chiky Chiky, canzone in cui compaiono le incantevoli voci delle due I’m not a Blonde, in un sexy spettacolo di crossover folk da osteria, con piglio cantautorale e rilevanti cori. Il viaggio è lungo, e i cinque Babbtuzi Orkestar mischiano in Vinoploda l’attitudine jazz e le aspirazioni dei santi musicali che accompagnano Tonino Carotone, con un energia che a tratti si avvicina alle coralità street punk, soprattutto nei ritornelli.

La tradizione balcanica non manca mai, e si fonde in un surf da b-movie tarantiniano in Tony Makkeroni, divertente e strampalato racconto di un personaggio che i Babbutzi Orkestar accompagnano col loro baritonale sax lungo le vie di una nottata sotto gli effetti della vodka. Apprezzabile e mai domo nelle rime, il gruppo milanese compie qui un passaggio verso un’armonia che lascia poi il passo ai ritmi danzanti e coinvolgenti di Fiori e Plata, prima della finale deDinosaurus. Un ultimo pezzo, in cui un eleganza di toni alla Giovanni Succi racconta la nuova vita della band, che unisce ballate di balcanica memoria e interpretazioni connesse alla ribellione rock, sempre con attenzione alle contaminazioni.

 

 Autore: citySwell

Travels

Labels: Imass Music Group/ Fall Dam

citySwell è Thomas Casotto, artista che lascia le note dell’alternative rock di gruppo per abbracciare una solitudine cantautorale che si lega alla tradizione intimista del nu soul e alle melodie pop. Un viaggio, il suo, che ispira cinque tracce di Ep interamente in inglese, che nascono dalla nuova avventura di citySwell nelle città che lo accolgono.

L’accoglienza e la novità ispirano la dolcezza delle note di pezzi come On fire, in cui i cori di Old Fashioned Lover Boy lo aiutano nella sua missione artistica fatta di accordi maturi alla  The Passengers.

Come altri interpreti del settore passati dalla vecchia scuola al nuovo mondo pop (One Glass eye su tutti) il buon citySwell ama essere rilassato ed evocativo, con una forma canzone di elettro pop acustico in Old Jesters, brano che parla di mancanze e ricordi australiani, mostrando il lato inquieto della malinconia di un giovane alle prese con le sue storie. Più folk e meno veloce è invece il ritmo di Resolve and beers, canzone legata ad accordi alla Girless e a voci campionate, tra cadute intime e cantautorato.  Chiude Wasted time, in cui citySwell riscopre la tradizione pop e le buone intenzioni della sua musica fatta col cuore.

Andrea Alesse

recensioni@thefrontrow.it

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