I Radiohead chiudono con il botto la seconda giornata dell’IDAYS 2017

I Radiohead chiudono con il botto la seconda giornata dell’IDAYS 2017

I Radiohead in 9 album di studio hanno spostato i confini del rock, fondendo la musica alternative all’elettronica, all’hard rock, all’hip hop, al  pop alla psichedelia, diventando una delle band più influenti – per critici, musicisti e pubblico – degli ultimi decenni.

Allergici alle regole del mercato e del marketing musicale, la band ha fatto spesso scelte innovative ridefinendo i generi e imponendo brusche variazioni ad un sound già carico di dettagli sperimentali: questo non gli ha impedito però di vendere milioni di dischi, e collezionare premi e riconoscimenti.

Dove è già stato tutto inventato solo i Radiohead con la propria performance offrono una emozionante e indimenticabile esperienza live.

L’8 maggio 2016, anticipato dai singoli Burn the Witch and Daydreaming con un video diretto dal regista Paul Thomas Anderson, hanno pubblicato l’album A Moon Shaped Pool â€“ XL Recordings.

I Radiohead sono tornati in Italia a distanza di qualche anno per presentare i nuovi brani e per festeggiare, con i 50 mila accorsi da ogni parte dello stivale, i vent’anni di Ok Computer.

Dopo lo straordinario concerto di Firenze, i Radiohead arrivano sul palco antistante la curva Parabolica dell’Autodromo di Monza, carichi come non lo si vedevano da molti anni.

Certamente i fans più accaniti erano molto preoccupati perchè una setlist come quella di Firenze è veramente difficile da ripetere, ma il bello di gruppi come quello di Tom Yorke è proprio quello di sorprendere i propri fans in tutto e per tutto.

Alle 21.30 in punto, con il sole che stava finendo la sua giornata lavorativa, ecco salire sul palco Thom Yorke, Jonny Greenwood ,Ed O’Brien, Colin Greenwood ,Philip Selway e Clive Deamer.

Attaccano subito con Daydreaming dal loro ultimo disco A Moon Shaped Pool ed è subito magia allo stato puro.

La voce di Tom Yorke è incisiva e malinconica come sempre, capace di ipnotizzare tutto il pubblico dopo pochi minuti.

Chiudono il primo atto del concerto con altri due brani nuovi come Desert Island  Disk e Ful Stop.

Dal vivo si apprezzano tutti i cambi di strumentazione che vanno dalla semplice chitarra fino ai toch pad elettronici.

Jonny Greenwood Ã¨ un artista impressionante. Non sbaglia una nota e riesce a far uscire della musica da qualsiasi cosa che gli capiti tra le mani.

Il processo che porta alla perfezione di un gruppo come i Radiohead passa necessariamente dal ritmo, dai bit, dalla metrica musicale . Tutto questo grazie alla combo Colin Greenwood ,Philip Selway.

Se per tanti il bassista è una figura che rimane in sordina, rispetto al fascino di un chitarrista o di un cantante, si deve ricredere guardando questi due artisti.

Stanno per tutto il concerto uno di fronte all’altro per trovare la migliore simbiosi possibile e il risultato è straordinario.

La stupenda Airbag da Ok computer anticipa un medley perfetto tra psichedelia ed elettronica che puo’ risultare noioso ed insignificante, ma che rispetta in pieno il loro Karma.

Una delle migliori perle uscite dal tanto criticato disco Kid A, è Idioteque , brano che perfettamente si concilia tra l’elettronica e il rock più intenso, ed è il brano che viene usato per tornare ai suoni più grezzi.

Exit Music (for a Film) e Paranoid Andoid chiudono il set prima degli encore .

Fino a questo punto più o meno la scaletta è stata rispettata a pieno con il pubblico soddisfatto, ma in attesa dei che brani il gruppo inserirà negli encore.

Attaccano subito con No Surprises. Il boato è indescrivibile come la sorpresa per l’esecuzione di un brano che sinceramente non mi sarei mai immaginato che Tom Yorke potesse mettere in scaletta.

Dopo questa piccola ninna nanna rock si torna ad alzare i volumi con Nude,2 + 2 = 5,Bodysnatchers e Fake Plastic Trees.

Dopo una brevissima pausa eccoli tornare sul palco per sparare le ultime cartucce.

Si aspetta solo il momento per ascoltare Karma Police, ma prima di tutto questo ecco il momento che non ti aspetti. CREEP.

Pablo Honey è stato il loro primo album del 1993, che grazie al singolo Creep ha avuto un discreto successo sopratutto in America. Purtroppo non sempre viene riconosciuto dalla band, visto che  si discosta in pieno dal modo di fare musica della band di Tom Yorke.

Dopo più di trent’anni la band, molto probabilmente fa finalmente pace con il proprio passato e torna a deliziare il pubblico con i suoni grezzi e potenti di Creep.

La sorpresa sul volto dei fans è indescrivibile. Tutti a ballare a saltare e cantare con Tom per tutta la durata del brano che viene suonato in modo magistrale .

Dopo questa chicca anche Karma Police non rappresenta più una novità, ma una semplice chiusura di uno show incredibile .

Se Firenze era stato un concerto incredibile, quello di Monza è  da inserire negli annali come uno dei migliori concerti fatti dai Radiohead in Italia, ma non solo per l’esecuzione di Creep , ma bensì per tutto il concerto in se fatto di sali e scendi continui con pochissime sbavature per un gruppo che dal vivo non sbaglia mai un colpo.

La seconda data dell’idays 2017 si chiude così ricordando tra le altre cose le belle perfomance di James Blake di Kiwanuka ed Ex Otago.

SETLIST:
Daydreaming
Desert Island Disk
Ful Stop
Airbag
15 Step
Myxomatosis
The National Anthem
All I Need
Pyramid Song
Everything in Its Right Place
Reckoner
Bloom
Weird Fishes/Arpeggi
Idioteque
The Numbers
Exit Music (for a Film)
Paranoid Android
Encore:
No Surprises
Nude
2 + 2 = 5
Bodysnatchers
Fake Plastic Trees
Encore 2:
Lotus Flower
Creep
Karma Police

 

Un ringraziamento particolare ad Indipendente concerti per il gentile invito.

Testo di Carlo Vergani e foto di Vince Nicolello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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