Punk before Tango#5 con The Croutons e i Qlowski. Il racconto

Punk before Tango, ossia la scelta di vivere la strada (Il punk inteso come stile) prima di un ballo che in molti casi rappresenta anch’esso la strada e la su visceralità.

Non chiedetemi altro, ma seguitemi nel racconto del quinto episodio di questa rassegna nel basement del Macao, luogo culto da santificare il lunedì a Milano, stavolta con i The Croutons e i Qlowski.

Oscurità in un luogo do it yourself dall’impressionante ardore artistico, in uno scantinato vero, tra spine elettriche che devi saltare e luci fluorescenti della prima comunione che illuminano la saletta. Insomma, maestoso è dire poco, soprattutto se cerchi un contesto vero e lontano dalle logiche commerciali.

Musica vera, con spirito punk old scholl che piacerebbe ai Discharge, e che ha avuto inizio con i comaschi The Croutons, oscuro quartetto dalle ottime capacità che sta bene insieme come stavano bene insieme i The Misfits. Obscure punk che viene urlato in faccia, per gente che azzanna con una cresta  il buffet prima che sia aperto, al grido di Crass not Clash. Niente scherzi e buone prasi con accordi secchi e cuciture da vecchia scuola, senza pose e con vera attitudine.

Una miscela che piace e che viene azzannata con un pogo fuorilegge, prima dei Qlowski, band che apprezziamo da tempo e a cui abbiamo dedicato la recensione di un’uscita positivissima per le nostre orecchie. Parlo di Pure As  fear, quattro pezzi che i ragazzi presentano al Macao dopo tre tappe in Italia. E si, perché dietro il loro talento post-punk c’è una band che in parte vive a Londra e in parte lotta a Bologna. Un perfetto incrocio tra le slabbrate e scucite linee di basso gotic punk londinesi e la rabbia di chi dopo l’era dello sceriffo Cofferati continua a resistere nella città emiliana. Capitanati da Michele Tellalrini, guru di Maple Death Records, i nostri poggiano da subito la loro serata sulle note di Golden Boy, ricordando l’oscurità con linee di keyboards e basso  elettrizzante, prima di una Taking Controll che ci parla con purezza e istinto. Un gruppo affiatato che mi aspettavo proprio così dal vico, con Cecilia che si muove indiavolata e il batterista che non riesce a tenersi la maglietta, in ricordo di una militanza punk mai doma.

Incrocio di stile e poet-wave psichedelica, i Qlowski torneranno per metà a Londra, ma il loro suono continuerà ad essere qui con noi che abbiamo saltellato con loro al Macao e abbiamo stretto Michele nella sua disperata chitarra suonata al suolo nel finire del concerto.

Fotettevi voi che volete il bis, here are the Qlowski

Andrea Alesse

recensioni@thefrontrow.it



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