Ecco a voi Lesbianitj, culto dell’avanguardia mandato in onda da POP X

Ecco a voi Lesbianitj, culto dell’avanguardia mandato in onda da POP X

Autore: POP X
Album: Lesbianitj
Etichetta : Bomba dischi, Universal

Nel lontano 2014 mi imbatto in un manifesto abusivo dal nome eloquente e dissacrante: Vota nuovi problemi. Era la vigilia delle imminenti elezioni e quel manifesto creò scompiglio non solo tra i giornalisti e le vari testate nazionali. Fui vittima principalmente io di quel attentato pisocgeografico alla rigiditĂ  del sistema imperniato sulla democrazia pseudo – rappresentativa, poi svanito in un alone alla Luther Blisset Poject. Dopo due anni e poco piĂą di buio, ecco i POP X, manifesto per un’era musicale pronta a far di nuovo sollevare dalla sedia anche un antagonista del divertimento assicurato come il sottoscritto, creando la stessa dinamica di scompiglio che ho trovato nei nuovi problemi, stavolta nel mondo musicale. Politically uncorrect allo stato puro su basi elettropop pronto a sollevare calci in faccia la minuscola pacatezza della quotidianitĂ , prendendosi gioco delle poche certezze che abbiamo a suon di basi elettroniche. Questo e molto piĂą è Lesbianitj, nuovo album che è venuto alla luce dal progetto (?) audiovisivo dadaista del trentenne trentino Davide Panizza e dei suoi affiliati. Nato nel 2005, ha raccolto seguaci in tutto lo stivale e non molla di un centimetro la presa fortemente esplosiva di una musica che è comunicazione irriverente e assurdo contraccettivo alla sterilitĂ  del giĂ  detto e del giĂ  sentito. SensibilitĂ  e attitudine punk senza chitarre, ma con keyboards e laptop, unite a melodia e ballabilitĂ . Bisogna vederli dal vivo perchĂ© su carta stampata è alquanto riduttivo ingabbiare la creativitĂ  di chi canta al contrario, si finge omosessuale, oppure attenta ad una nuova auto della forestale, il tutto senza perdere di vista il divertimento e l’energia colorata. Le basi collaudate e a tratti spudoratamente dance sono spesso contornate da altri suoni frutto dell’evangelizzazione di POP X. In Mister V, quindi, ecco le percussioni e il sax finale, che ritorna con un basso elettrico alla Etera Post Bong Band in Froci della Nike, vero e proprio culto dal vivo. Non c’ nessun limite alla composizione dei testi, e così Panizza gioca su l’irrazionalitĂ  sentimentale in Secchio, inno al non sense delle relazioni amorose, oppure enorme filastrocca dalla incredibile presa e orecchiabilitĂ . Qualche accenno al levare ska senza fiati arriva in PubblicitĂ , dove la tensione sessuale di cui si caricano i POP X sfocia in un baccanale danzereccio ostile alla deriva del marketing odierno. E non è poco, visto che in rete girano foto con la bandiera del Daesh (e vabbè, chiamiamolo ISIS) trasformata in bandiera dei POP X. Onore ai nuovi sultani dell’alternative, dunque, capaci anche di scellerare ballad dal gusto sentimentale (Ti scatterò una photo) per tagliare a brandelli la semplicistica frivolezza di una musica italiana dalla banalitĂ  spesso disarmante, anche attraverso l’abuso geniale della parole di sfondo dichiaratemene sessuale. Dopo la discoteque bulgara di Madamorè, con incomprensibile dissertazione che utilizza i vocalismi giĂ  sentiti nella soleggiante Azzurra, chiude la favola irriducibile di Prete. Sentito tutto il disco, composto da 11 canzoni/dichiarazioni di intenti, sono pronto a mettermi una fascia in testa stile cestista NBA, licenziarmi dal lavoro e prendere una motosega per azzannare i turisti in centro. O li ami o li odi i POP X; e io gli dimostrerò la mia ammirazione.

Testo  acura di Andrea Alesse

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