P.O.D. e Alien Ant Farm: la rivincita dei dimenticati

P.O.D. e Alien Ant Farm: la rivincita dei dimenticati

Finalmente è arrivato anche per i milanesi il gusto di rivivere l’inizio degli anni 2000 con due band che sono bruciate veloci come un lampo:
stiamo parlando di Alien Ant Farm e P.O.D.

I primi ebbero notorietà grazie ad una cover di Michael Jackson, mentre i secondi riuscirono a produrre un ottimo album per poi sfumare in qualche collaborazione.

Nonostante l’infausta accoppiata di concerto infrasettimanale più tardo orario, un migliaio di nostalgici del nu metal sono accorsi per questa imperdibile (e probabilmente unica) occasione di rivivere quei magici anni.

Ad aprire le danze ci pensano i Dead Girls Accademy, gruppo di giovanissimi che suona bene ma completamente fuori contesto per la serata.

Gli Alien Ant Farm sono un completo buco nell’acqua.

Forse l’infausto passaggio degli anni, o più probabilmente perchè già al tempo i ragazzi di Riverside avevano poca inventiva, ma Dryden Mitchell e soci suonano ovattati e per nulla incisivi, molto probabilmente anche per colpa di un pessimo mix di suoni.
Passi il (poco) impegno ma anche quando le due hit Movies e Smooth Criminal faticano a tenere in piedi quarantacinque minuti di set vuol dire che molte volte è meglio conservare il ricordo che rovinarlo con una reunion.

La stessa cosa non si può certo dire dei P.O.D.

Dal 1994 continuano a produrre album e macinano miglia girando gli Stati Uniti anche dopo aver assaggiato quel bagliore di notorietà.
Fortunatamente i suoni migliorano e i presenti sono palesemente qui per sentire la band di San Diego che esplode subito con Set It Off e Boom.

Sonny Sandoval misura tutto il palco del Live Club passo dopo passo, risalto viene dato all’ultimo album Circles quali Always Southern California e Panic Attack, mentre On Fire e Southtown fanno comunque perdere la testa ai presenti tanto da accogliere le canzoni da lancio di bicchieri che sanno di fuochi d’artificio.

Palese come tutti i presenti siano loro grandi fan, tanto da cantare a squarciagola tutte le canzoni e scatenare grandi poghi con ogni canzone (pogo vero, non quello che vediamo in questi anni).

Ma è con i brani di Satellite che la voce del cantante viene sostituita da quella del pubblico, finalmente si può cantare Alive fuori dalla macchina o dalla doccia, mentre l’inno Youth Of The Nation viene fatta cantare da due bambini. Niente di questo può rendere l’effetto del tempo che passa… 

Fortunatamente i P.O.D. dimostrano di non essere solo un bel ricordo, ma di essere ancora una band attiva che vale la pena vedere.
Se solo non bisognasse aspettare 17 anni tra un loro show e l’altro.

P.O.D.

Listening for the Silence
Set It Off
Boom
Rock the Party
Panic Attack
Soundboy Killa
Rockin’ With the Best
Always Southern California
Circles
Youth of the Nation
Murdered Love
Lost in Forever
Southtown
Will You
Without Jah, Nothin’
Alive
Satellite
On Fire
Who’s in This House

Alien Ant Farm

Testo e foto a cura di Stefano Cremaschi.
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