Ornella Vanoni: scherza su tutto, anche sulla morte

Ornella Vanoni: scherza su tutto, anche sulla morte

Istrionica, senza freni, simpatica ed anche brava. Tanti aggettivi per descrivere una delle ultime dive della musica italiana: Ornella Vanoni. A 83 anni, nonostante qualche acciacco, è ancora sui palchi italiani ed è un vero piacere vederla all’opera.

Lunedì scorso è approdata al Teatro Colosseo di Torino, dove per la verità non c’era moltissima gente ad attenderla (un migliaio di persone). Lei, che ormai di freni inibitori non ne ha più, ha immediatamente sottolineato questo vuoto, ma subito dopo ha iniziato a cantare. Un’ora e un quarto di esibizione in cui ha proposto i brani del suo vastissimo repertorio, ma allo stesso tempo ha regalato numerosi tributi ad artisti che non ci sono più: Luttazzi, Tenco, Gaber, Winehouse e Dalla. La smitizzazione della morte è stata il filo conduttore dello show ed infatti la mitica Ornella ha ricordato a tutti quanti che “prima o poi capiterà e che sarebbe bello se accadesse su un palco”.

I brani sono stati alternati a brevi monologhi, a volte sopra le righe, ma in fondo non è questo che la gente si aspetta dalle sue esibizioni? Non sono mancate le frecciate al suo pigmalione Giorgio Strehler che l’artista vede all’inferno, o in qualche posto ad espiare le sue colpe.

Ha scherzato anche sul suo aspetto: “quando mi guardo allo specchio mi vedo ancora bella, anche se la mia pelle è un po’ frisee”.

La scaletta ha proposto complessivamente 21 brani (rispetto alle previsioni è stato tagliato il secondo bis C’è una ragione di più) e la gente ha apprezzato e applaudito lungamente.

Ringraziamo Teatro Colosseo e Daniele Mignardi Promopressagency per l’invito.

Ecco la scaletta dello show: Ma Mi, Le mantellate, Moritat, Senza fine, Che cosa c’è, Dettagli, Io so che ti amerò, La voglia la pazzia, L’appuntamento, Vedrai vedrai, Rossetto e cioccolato, Domani è un altro giorno, Sos, Imparare ad amarsi, Love is a losing game, Una sigaretta, Caruso, Non insegnate ai bambini, Vengo anch’io, E’ poi tutto qui. Bis Io che amo solo te.

Testo e foto in concessione di Vincenzo Nicolello

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