Lo spettacolo atomico dei Mogwai tiene incollato alla sedie il pubblico presente al loro show

Lo spettacolo atomico dei Mogwai tiene incollato alla sedie il pubblico presente al loro show

Atomic sono dieci brani, risultato di una sapiente rielaborazione del materiale utilizzato per confezionare la colonna sonora, interamente curata dalla band, del documentario prodotto da BBC Four Atomic – Living in Dread and Promise, diretto dal regista irlandese Mark Cousins, prima tappa di una serie che il canale ha dedicato al settantesimo anniversario della tragedia nucleare di Hiroshima, nell’agosto del 2015.
Opera epica, vera e propria impalcatura sonora, capace di incorniciare emotivamente la non linearità di un documentario sperimentale composto da immagini di archivio assemblate per raccontarci di un’energia distruttiva e allo stesso tempo sublime, che ha cambiato per sempre la nostra percezione del mondo.
Album del giorno per BBC Radio 6 Music, lo scorso 5 aprile, Atomic è già un cult per l’esperienza immersiva di immagini e musica e per l’indiscussa capacità dei Mogwai di comporre con puro istinto che inevitabilmente diventa capolavoro. Il pensiero comune che gli scienziati siano persone capaci solamente di creare cose positive non è proprio così. Gli scienziati hanno pensato alla bomba atomica e la loro creazione negli anni della seconda guerra mondiale ha portato distruzione e vittime a Hiroshima e Nagasaki.
Il mattino del 6 agosto 1945 alle ore 8:15 l’aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica “Little Boy” sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell’ordigno “Fat Man” su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100 000 a 200 000, quasi esclusivamente civili. Per la gravità dei danni diretti e indiretti causati dagli ordigni e per le implicazioni etiche comportate dall’utilizzo di un’arma di distruzione di massa, si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra di tali armi.

Naturalmente la guerra è agli sgoccioli, in Europa e soprattutto in Italia è finita , ma soprattutto in paesi come gli Stati Uniti d’America comincia l’ansia dei test nucleari e della possibilità che paesi filo giapponesi possano fare la stessa cosa verso i paesi alleati. La gente fa scorte di cibo e costruisce bunker atomici con la paura di altri attacchi che non arriveranno mai per fortuna. Gli Stati Uniti adesso hanno un problema chiamato Cuba che con Castro al comando ha paura che l’appoggio dell’unione sovietica, possa far arrivare i missili russi nel territorio a stelle strisce. JFK applica l’embargo e così inizia il periodo che fu denominato guerra Fredda.
A questo punto c’è la corsa USA – URSS nella conquista dello spazio e nel frattempo arriva il disastro di Cernobyl .
Il problema che causò il disastro fu un test, come tutti quelli che vengono eseguiti in tutti i paesi come nel deserto degli Stati Uniti. Da questo disastro, ma anche da tutti questi test nucleari e da tutte quelle operazioni in cui vengono usate scorie radioattive hanno portato e continuano a portare morte in tutto in Mondo. Sottoporre una persona a radiottività permanente è come farlo partecipare ad un test nucleare a sua insaputa.
Si parla tanto delle due bombe atomiche, ma da allora le scorie radioattive vengono usate in molti campi, da quello militare a quello spaziale fino a quello medicale.

Per fortuna la tecnologia è molto migliorata, ma i danni delle prime sperimentazioni le stiamo ancora subendo  e continueremo a subirle se continueremo ad usare certi materiali dannosi per il nostro corpo.

Tutto questo è Atomic, un documentario con musiche stupende dei Mogwai, che al buio della sera ferrarese accompagnano con le loro chitarre distorte e synth perenni queste immagini di repertorio che fanno capire come viviamo ancora in un epoca che risente di eventi capitati 70 anni fa.

Questo spettacolo, unico nel suo genere, ti tiene attaccato alla sedia senza mai annoiare e la musica dei Mogwai concilia perfettamente con le immagini toccanti del documentario.

Un ringraziamento particolare a Vivo concerti per l’invito e a Ferrara sotto le stelle per l’ospitalità.

Testo di Carlo Vergani

SETLIST:

Ether
Fat Man
Scram
Fat Man 2
Bitterness Centrifuge
U-235
Pripyat (no drums)
Weak Force
Pripyat
Little Boy
Roof
Are You a Dancer?
Tzar
Fat Man 3

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