Maldestro: storie comuni ed emozioni per Astimusica

Maldestro: storie comuni ed emozioni per Astimusica

Sembra incredibile, ma in piazza Cattedrale aleggia ancora lo spettro di Rovazzi. Le polemiche per lo show del rapper ad Astimusica non si sono placate ed anche Maldestro, ospite della rassegna astigiana lunedì 10 luglio, ha voluto ironizzare su quanto accaduto giorni addietro sullo stesso palco.

“Mi ha telefonato Fabio (Rovazzi, ndr) – ha esordito il cantautore – è mi ha consigliato di venire qui, perché si canta poco e si guadagna tanto. So che lui ha fatto solo tre pezzi e dato che io sono meno famoso ne farò soltanto due”.  Insomma risate e tanti applausi per vincere la timidezza e rompere il ghiaccio.

Il nostro “approccio” con Maldestro era iniziato un’oretta prima dell’inizio dello spettacolo, quando l’abbiamo incontrato per un’intervista (presto potrete leggerla qui su Thefrontrow). Ci siamo trovati di fronte una persona schiva, ma estremamente innamorata del suo lavoro di artista. Ci ha detto: “Sono molto contento di quello che faccio e non mi preoccupo del fatto che la musica purtroppo oggi non paga. Ce la facevo quando incassavo 70 euro per serata e manco avevo una spia per sentire la voce, figuriamoci ora che ho un Sanremo alle spalle”.

Lo spettacolo è stato lo specchio di quanto Maldestro ci ha raccontato. Dal momento in cui ha imbracciato la chitarra è iniziato il suo personale corteggiamento alla musica e al pubblico che è durato quasi due ore. I due dischi che l’artista ha prodotto sono stati la spina dorsale della serata che ha vissuto momenti intimi ed altri spassosi. Un’altalena di emozioni che consigliamo di provare a vivere in prima persona.

Ringraziamo Astimusica e Asp per l’invito.

Foto e Testo di Vincenzo Nicolello



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