Sangue Disken porta buona musica in città: Pietro Berselli all’Upcycle Bike Cafè

Sangue Disken porta buona musica in città: Pietro Berselli all’Upcycle Bike Cafè

Il contenitore Sangue Disken è in continuo fermento. Tra le invenzioni del lunedì al Gattò e l’innovativa presa di posizione di Italica, rassegna interessante nell’innovativa location di Base, di mezzo ci sono le domeniche all’Upcycle Bike Cafè di Via Ampère. Dopo le evoluzioni di precedenti artisti (Mimes of Wine su tutti per me), le cui apparizioni sono per il pubblico tutte free entry, domenica è arrivato il cantautorato teatrale e post rock di Pietro Berselli. Uno show acustico accompagnato dalla sola linea di keyboards, in cui la voce del giovane artista ha convinto i presenti e anche gli assenti, colpevoli di un delitto musicale che gli potrà essere perdonato a breve nella prossima apparizione di maggio di Pietro, prevista nella citata rassegna di Italica.
Pietro Berselli porta con sé i lineamenti di Orfeo l’ha fatto apposta, disco metaforico e affascinante da noi recensito e trattato col giusto stupore, per un opera prima che segue l’Ep del 2015 e i fantasmi di un inquietudine umana che sovverte le note di un lavoro denso di significati. Il live ne è l’esatta riproposizione, aperto dalla sfilata di Mediterraneo di notte, epopea strumentale che ci conduce verso la tempesta scenica di un Berselli che regge da solo l’intero groviglio di emozioni e pulsioni scatenate da canzoni vere. L’assenza di precetti di Debole (senza regole) e la nostalgia assassina di Brindisi procedono dunque a vele spiegate, rendendo i presenti parte di uno spettacolo molto intimo, proprio come vuole Pietro Berselli. Ricerca dell’intimità e ringraziamenti, per un autore sincero e simpatico, preda di una scrittura interessante e profonda, che si diletta con il parlato teatrale per recitare (Diluire) i suoi proclami, sfiorando anche il più nobile dei sentimenti in Niobe (singolo da non tralasciare). Mentre il sole va giù e la domenica sparisce, non possiamo però dimenticare la poesia de L’eterno ritorno dei cani, canzone per cuori tempestati che si incastra negli anfratti di un atmosfera che si ferma quando il ritornello urla grazie alla piena verve di un Pietro Berselli che mantiene dal vivo le promesse dell’album. Anzi, le supera mettendoci tutto se stesso.
Andrea Alesse

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