Linoleum graffia il venerdì sera, è l’anno delle tigri

Linoleum graffia il venerdì sera, è l’anno delle tigri

Se per i cinesi si è appena aperto l’anno del gallo, per il Linoleum sembra essere l’anno della tigre. E venerdì scorso ne abbiamo avuto un rapido assaggio. Protagonisti delle terza serata della rassegna di musica indipendente milanese, la più in voga insieme a Raster e Wow Roba fresca a Milano, sono stati infatti i Tiger! Shit! Tiger! Tiger!, paladini di casa To Lose La Track e trio di punta di una scena ritrovata come quella dello shoegaze noise italico. Musica per palati fini, come fini sono stati i curatori del famoso festival itinerante americano SxSw (South by Southwest) che li hanno invitati dall’altro capo del mondo per smascherare il loro talento e la loro versatilità. Linoleum ce li regala in perfetta forma, dopo che Corners (loro ultimo album appena uscito) ha iniziato a mietere vittime e anche a far gridare al miracolo.

Prima della loro performance, in un Rock’n’Roll che si riempie e si conferma certezza dell’ultima serata pre- festiva del weekend, si esibiscono altri bei giovanotti del bel paese. Apre la chitarra e il viso pulito di Zuin, strimpellatore che ama incoraggiare i suoi fantasmi con virulenza e liriche in italiano. Un cantastorie ancora giovane ma ben inquadrato, che sulla linea Monza Saronno ascolta Luci della Centrale Elettrica, scaldando piacevolmente per l’occasione le birre fresche del locale cult di Milano.

Seguono i The Doormen, quartetto da Ravenna che ama a dismisura gli Editors e non si risparmia frantumando gli sguardi dei presenti con una new wave alternative. Che li aveva già visti all’Home festival sa di cosa sto parlando, e conosce anche i fasti un’energia sincera che fa accennare anche a movimenti più duri sotto il palco. Una carica alternative e un atteggiamento intellettuale fanno il resto.

Comincia poi il valzer dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger!, maiuscoli interpreti di una furia lo-fi a tratti legata ai Dinosaur Jr. e a tratti figlia di una passione che da Foligno ha preso il volo. Corners la fa da padrone con gusto di bassa fedeltà e chitarre che risuonano nel locale con echi di praterie americane solcate dal white noise distorto. Weird times di nome e di fatto, con i Polvo alla finestra e la tenacia mostrata su di un piccolo ma significativo palco che arriva sino in Giappone, dove verrà pubblicato il loro ultimo lavoro. Mi verrebbe da dire, anche per come suonano e muovo i ciuffi, che i Tiger! Shit! Tiger! Tiger! non possiamo metterli tra le band emergenti.

E per la nuova settimana si passa da una tigre ad un’altra. Venerdì 10 febbraio tocca infatti al synth pop di Sequoyah Tiger, veronese di stanza in Germania con la storica Morr Music. Ad aprire stavolta tocca a Mr Everett e a Muto, milanese già recensito su queste pagine (http://www.thefrontrow.it/recensione-muto-independent/).

Testo a cura di Andrea Alesse

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