L’angolo di Chains Press and Promotion episodio 1: Lekka e We Fog

L’angolo di Chains Press and Promotion episodio 1: Lekka e We Fog

Inauguriamo oggi una piccolo nuova rubrica dedicata a persone instancabili. Veri appassionati di settore e conoscitori di musica underground e non solo. Si tratta della crew di Chains Press and Promotion, ufficio stampa, comunicazione e management che entra di diritto nei nostri cuori indie, per regalarci una cascata di nuove uscite e di nuove band che entrano ogni giorno in circolazione.
Eccone l’esempio:

Autori: Lekka
Ep: Lekka
Autoproduzione
Stampa: Chains Press and Promotion

Un progetto studiato, un trio elettronico e potente che pesca dalla elettro e dalla miriade di synth spesi dietro a Soulwax, Boyz Noize e simili gruppi.  sono i Lekka. Cantato in inglese e potenza che si trascina dietro bassi istintivi e keyboards angolari, complici di una linea di batteria che alza la presa di corrente innestata dai tre. Nel loro primo Ep ci sono quattro tracce, tre inediti e un rework di tre canzoni electro di Boyz Noize e Gesaffelstein, che viene mixato per spigionare tempesta emotiva sui passanti di un cinema anni ’80, magari nello loro Sesto San Giovanni. Following Euphoria accende subito l’accento kraut e i paradisi sintetici, prima della elettro dance di Nervous, con accenni dei fratelli chimici e del guro Fat Boy Slim, su e giù per il loro obiettivo: abbattere le barriere tra rock e dance e farle abbattere al pubblico. Da ricordare ci cono poi gli acidi di Gustavo Fring, maratona con campionamenti vocali e i Justice a ridere sotto i baffi compiaciuti. Se volete ballare e conoscerli tutti al Serraglio di Milano questo sabato 22 aprile.

*****

Autori: We Fog
Album: Float
Autoproduzione
Stampa: Chains Press and Promotion

Siete pronti ad un tuffo negli anni novanta della musica indie, quando tutto funzionava e i confini erano definiti. Non sono americani, anche se il loro approccio è legato alle sonorità della Matador e della Sub Pop, etichette culto che hanno spianato la strada ai successivi mostri sacri. I We Fog galleggiano sopra a tali sonorità, esibendo un Ep che ama il math rock corroso dai Jesus Lizard, empatico e pieno di imprevisti. Dietro i tre si muove produttore Sergio Carlini dei Three Second Kiss, band enorme troppo spesso dimenticata in fretta e furia in nome di nuove instabili certezze del panorama noise italico.
L’approccio math arriva subito nella introduttiva Welcome, spianata da un vocoder che getta animosità su una voce camuffata ma sincera, in attesa degli echi di Slint di Waiting for the title e del sussurrato di Pixed. La corrosività del genere è preda di un basso pulsante e necessario, fuso in accordi melodici in Warm Bed, brano in cui i We Fog ci spiegano i loro ascolti di Red Medicine dei Fugazi. Il semi parlato di Infinite ha una dispiegazione lo-fi, assortita di pulsazioni matematiche e lineari che sono in linea con gli attualissimi The Pier. Molto accattivante, infine, rimane la calda entità di Thursday Drop, acida nel cantato e decisa negli arrangiamenti, proprio come i We Fog.

Testo a cura di Andrea Alesse

 

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