Kreator: la recensione del nuovo Gods Of Violence

Kreator: la recensione del nuovo Gods Of Violence

Dopo 5 anni, dall’ultima fatica discografica, ritornano i teutonici Kreator. La storica thrash metal band del chitarrista e cantante Mille Petrozza, pubblicherà per Nuclear Blast il nuovo disco Gods Of Violence il prossimo 27 gennaio.
Attivi sin dal 1982 la band tedesca è una delle band più importanti della scena thrash metal a livello mondiale.
Il disco è ovviamente una delle pubblicazioni metal più attese di questo 2017.

Gods of Violence, si apre con Apocalypticon, un breve brano strumentale dai toni cupi che funge da intro, dopo Apocalypticon l’ascoltatore viene “investito” dal muro sonoro di World War Now, Petrozza vocalmente è ancora perfetto, e dietro la batteria Jürgen Reil da subito dimostrazione del suo immenso talento.
Come era prevedibile, quando si parla di band di questo livello, il lavoro è di un livello altissimo, è già alla terza traccia troviamo uno dei brani più interessanti di tutto il disco: Satan is real è il classico brano dei Kreator, potente, e veloce rafforzato da un velocissimo assolo di chitarra. La quarta traccia è Totalitarion Terror, un brano musicalmente brutale che parla della minaccia di avere un controllo totalitario e dispotico da parte dei governi.  Proseguendo con l’ascolto ecco Army of Storms che si apre con un’intro di chitarra clean che ricorda certi esperimenti dei Metallica nel disco Ride The Lighting.
Siamo a metà disco è possiamo affermare che Gods Of Violence funziona grazie anche ad una freschezza musicale, ed ad alcune novità in fase compositiva, che possiamo notare molto bene in Army Of Storms dove melodie decisamente soft si intersecano alla brutalità della band tedesca.
Dopo una prima metà di disco tiratissima avete ancora voglia di violenza? I Kreator non vi deluderanno e  allora ecco Lion with eagle wings, un brano che in sede live scatenerà il pogo più violento: riff cattivi e Petrozza in forma strabiliante alla voce, creano un muro di suono devastante, sicuramente la composizione più interessante di questo Gods Of Violence.
Ci avviamo verso la conclusione, e i Kreator sembrano non voler rifiatare,  una dietro l’altra troviamo Fallen Brother e Syde by Side, dove ancora una volta stupisce la forte e violenta parte ritmica dei due brani anche grazie a Reil sempre impeccabile alla batteria.
Deat Becomes My Light è il brano conclusivo, dove i Kreator rallentano i ritmi e lasciano largo spazio ad un brano insolitamente melodico per la band tedesca.
In un periodo dove il thrash metal sta “risorgendo” (dopo alcuni anni privi di dischi entusiasmanti), grazie a delle pubblicazioni inaspettatamente di alto livello di band come Slayer, Megadeth, Metallica, Testament e Sepultura, anche i Kreator sono riusciti ad pubblicare un disco di alto livello, senza deludere le aspettative, anche grazie ad una freschezza in fase compositiva e ad una produzione eccellente.
 52 minuti di puro metal assolutamente imperdibili per gli amanti del genere.  
Ora la band partirà per un lungo tour mondiale che toccherà anche l’Italia, il 21 febbraio, a Trezzo, quando saranno headliner sul palco del Live Club nella serata con Sepultura, Aborted e Soilwork.

Testo di Alberto Gandolfo  

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