KAZU MAKINO (BLONDE REDHEAD) annuncia ‘ADULT BABY’, il disco solista in arrivo con la propria etichetta

“SALTY’, primo estratto da ‘ADULT BABY’,  il primo disco solista in arrivo a settembre,  che dà il nome all’etichetta Adult Baby Records

Tra i migliori esempi di avant-pop attuale, il brano è realizzato con la collaborazione di  Ryuichi Sakamoto, Mauro Refosco (David Byrne, Atoms For Peace, RHCP)  e Ian Chang (Son Lux).

Voce e polistrumentista dei Blonde Redhead, Kazu Makino, in arte KAZU, annuncia oggi ‘Salty’, il primo brano tratto da ‘Adult Baby’, il disco di debutto solista in arrivo con la propria etichetta, Adult Baby, distribuzione !K7. Tra synth, pulsanti e percussioni che si intrecciano con la voce suadente di Kazu, ‘Salty’ rappresenta e rinforza lo status dell’artista a icona innovatrice del dream-pop e dell’avant-pop. Il brano e il video che lo accompagna evidenziano ulteriormente il gratificante livello di sperimentazione raggiunto da KAZU che, nella realizzazione di ‘Adult Baby’, ha collaborato con artisti pionieri della scena pop, elettronica, rock e indie, tra cui Ryuichi Sakamoto, Mauro Refosco (Atoms for Peace, Red Hot Chili Peppers, David Byrne) and Ian Chang (Son Lux, Landlady).

La vita di KAZU è divisa tra New York e l’isola d’Elba, dove l’artista vive da qualche mese e dove è stato girato il video di ‘Salty’, una location che, grazie alla natura incontaminata e ai suoi paesaggi, ha contribuito alla creazione di ‘Adult Baby’ e, a livello più personale, a prendersi una pausa dalla frenesia di New York. Inevitabilmente, l’isola d’Elba ha influenzato la nuova direzione artistica di KAZU, maggiori info qui

Distribuita !K7, ‘Adult Baby’ è anche la nuova avventura di Kazu Makino, un’etichetta dedita alla sperimentazione e alla libertà d’espressione.

La storia di Kazu Makino inizia in Giappone, a Kyoto. I genitori, una coppia non sposata, non sono in grado di ricordare l’ospedale in cui nacque, la data o qualsiasi circostanza legata alla sua nascita. Sin da giovane Kazu manifesta un acuto senso nel focalizzare, che le richiede molta attenzione su ogni cosa e su tutto ciò che la circonda. Accadde poi che, mentre faceva da baby-sitter a un suo cugino, totalmente assorta nella lettura dell’Odissea di Omero non si accorse che il bambino si scottò con la pentola dell’acqua calda, non sentendone nemmeno le urla. I genitori di Kazu decisero così di provare a far confluire il totale assorbimento della figlia nella musica, che prosperò di fronte a questa nuova passione, aprendole nuovi orizzonti. Durante una recita scolastica, al pianoforte Kazu sbaglia un passaggio ma, invece di fermarsi, continua a suonare, prova e riprova finchè la maestra la porta alla conclusione del brano. Fu la prima di molte standing ovation che Kazu ricevette nel corso negli anni.  

Col passare degli anni, Kazu lasciò la sua infanzia pastorale per il trambusto e l’elettricità di Tokyo. E fu in questa caotica città che rimase folgorata dal saxofono di un americano: ‘Live with me in New York and be my best friend’, le disse lo straniero, senza che lei capisse. Ma colse il suo sguardo e lo seguì per oltre undicimila miglia. Quell’uomo altro non era che il musicista, pittore e attore John Lurie. Sotto la sua protezione, Kazu conobbe il mondo della gloria, del successo, dei soldi, del fashion, dell’arte e dell’underground. Presto imparò l’inglese e cominciò a comporre musica. Blonde Redhead altro non sono che la fusione della sua pastorale giovinezza a Kyoto con il caos adrenalinico delle metropoli. Passano gli anni e l’ossessione di Kazu si ripropone a momenti alterni, finchè non trova sfogo nei propri progetti. ‘Adult Baby’ è la più alta espressione del suo turbinio interiore, un disco introspettivo che attraversa liberamente acque finora inesplorate, una massiccia realizzazione della sua architettura cacofonica.

Circa il titolo del disco e dell’etichetta, Kazu afferma: “The title came to me when an old friend told me about the existence of so-called ‘adult baby club,’ frequented by powerful men who go there to be treated like small children. This discovery struck me, perhaps because I am convinced that in a way, we are all adult babies, that many people feel that way inside and that they identify with this expression. Each in his own way: Adult Baby is a title that can be taken in many ways; some will think it curious, others erotic, others still strange or tender: it all depends on how you see it.”



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