I-Days 4: Bieber e Bastille poca grinta e un po’ di delusione

I-Days 4: Bieber e Bastille poca grinta e un po’ di delusione

Il quarto ed ultimo giorno degli I-Days a Monza vissuto su vari psicodrammi.

Il primo è stato di tipo familiare: le ragazzine (meno che adolescenti) impazzite dal desiderio di vedere dal vivo Justin Bieber e Martin Garrix hanno abbandonato i genitori catapultandosi in prima fila. L’impossibilità di restare in contatto telefonico (a causa delle reti cellulari sovraccariche) ha determinato il panico di mamma e papà che imploravano la security di individuare (tra i 20.000 presenti) le proprie pargolette.

Il secondo psicodramma è stato vissuto dalle stesse ragazzine, che sotto il sole cocente, si sono dimenticate di bere e di mangiare, stramazzando al suolo e obbligando i volenterosi addetti alla sicurezza ad un extralavoro di recupero e rianimazione (chapeau a loro, sono stati grandissimi).

Il terzo psicodramma ha colpito l’organizzazione, costretta a dover sottostare alle più improbabili bizze del management dell’artista canadese (ci auguriamo che lo stesso Bieber fosse all’oscuro della cosa) che ha imposto lo spegnimento dei cannoni spara acqua (unica possibilità di refrigerio per chi era a Monza sin dalle prime ore del mattino), che ha sequestrato schede delle telecamere per evitare che occhi indiscreti si soffermassero troppo sulla performance di Justin.

L’ultimo psicodramma l’abbiamo vissuto anche noi. Convocati per le 21.20 per lo shooting fotografico, ci siamo visti costretti a correre a perdifiato per raggiungere la postazione, quando alle 20.45 ha preso il via lo show con larghissimo anticipo.

A questo punto non ci resta che raccontarvi della giornata dal punto di vista artistico. Ed allora eccoci qua.

Il via alle danze è stato dato dalla crew di Radio 105 con Max Brigante e i Mamacita. Nonostante l’aria quasi irrespirabile sia per il caldo sia per il polverone che si alzava da terra, il pubblico è entrato immediatamente nel trip giusto.

Il primo show live è stato offerto da Alma, una cantante finlandese, emersa da un talent show finlandese.

A seguire i Bastille. Eravamo molto curiosi di ascoltare la band salita agli onori delle cronache e delle classifiche nel 2013 con il brano Pompeii (secondo anche nelle hits italiane) e dobbiamo purtroppo dire che la performance è stata complessivamente deludente. Ritmi blandi e poca grinta (forse a causa del sole che picchiava forte anche sul palco) ci hanno fatto sorgere il dubbio che il gruppo sia fenomenale più in sala di incisione che dal vivo. Anche la cover di Corona (Of the night) si è trasformata in una “ballata” da lento che un brano disco… Ci sarà tempo per rivederli all’opera ed esprimere un giudizio più approfondito.

L’atmosfera è diventata incandescente (e non per motivi climatici) quando alla console si è presentato Martin Garrix (presentato a sorpresa da Fedez). Il giovane dj olandese ha proposto oltre un’ora di dance, mixando brani di sua produzione, alternati ad remix di altri artisti. La platea ha dimostrato di gradire, rispondendo alle numerose sollecitazioni dell’artista, che ha fatto vibrare (e sollevare ulteriore polvere) l’arena, che ormai era piena e pulsante all’inverosimile.

Il gran finale è spettato a Justin Bieber. Lo show (come evidenziato in precendenza) è iniziato con circa 40 minuti di anticipo. Con il sole ancora alto ha destato qualche perplessità l’idea di aprirlo con uno sparo di giochi pirotecnici. Ma d’altra parte pensiamo che la produzione segua cadenze prefissate e poco importa il tutto avvenga di giorno o di notte. 

Sappiamo che solleveremo le ire delle fan, ma non possiamo che esprimere più di qualche perplessità sull’esibizione.

La prima e più grave (a nostro modo di vedere) è la scelta di utilizzare in modo nemmeno troppo velato il playback. L’aiutino della base è ormai diffuso tra gli artisti che scelgono di ballare e correre sul palco (Madonna, Britney Spears, Kylie Minogue) ma sentire uscire le parole dalle casse sia quando l’artista cantava o teneva la bocca chiusa ci ha colpito in modo negativo. Certo ci sono stati momenti acustici in cui ha cantato accompagnandosi alla chitarra, ma almeno far finta di aprire la bocca durante Sorry o What do you mean sarebbe stato doveroso.

Bieber bocciato? No, non ci sentiamo di dire questo. In fondo un artista che è in grado di alzare il cartello sold out in tutto il mondo, merita di essere criticato, ma non cassato.

Lo show dal punto di vista delle coreografie è stato sicuramente piacevole, gli innumerevoli giochi pirotecnici, le luci, la band e i ballerini hanno regalato un’ora e mezza di grande live (playback o no, poco importa). Lui continua a sembrarci un pesce fuor d’acqua, quasi buttato su un palco per onore di firma, costretto ad interpretare un ruolo che forse inizia ad andargli stretto.

Ringraziamo Indipendente Concerti per l’invito e pubblichiamo la scaletta di Justin Bieber (che potrebbe non essere completa).

Mark My Words
Where Are Ü Now
Get Used to It
I’ll Show You
The Feeling
Boyfriend
Cold Water
Love Yourself
Been You
Company
No Sense
Hold Tight
No Pressure
As Long As You Love Me
Children
Let Me Love You
Life Is Worth Living
What Do You Mean?
Baby
Purpose

BIS

Sorry

Reportage e Gallery a cura di Vincenzo Nicolello e Aurelio Hyerace

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