Curiosità e musica senza geografia. Arriva il TODAYS Festival

Mancano 99 giorni al TODAYS Festival.

E si, perché dal 23 al 25 agosto, Torino diviene capitale della musica, per una tre giorni immersiva e speciale.

Tanti gli artisti annunciati e altri ancora da annunciare (tenetevi pronti perché le novità sono alle porte), dagli Spiritualized sino ai Cinematic Orchestra, passando per Bob Mould e i Low, con Nils Frahm, Beirut e Johnny Marr pronti a salire sui palchi della città torinese.

Per scaldare gli animi abbiamo intervistato Gianluca Gozzi, direttore artistico e una delle anime principali che hanno dato vita a questo grande appuntamento, giunto alla sua quinta edizione.

Ben trovato Gianluca, e grazie della disponibilità. Inizio col chiederti, quali sono le ambizioni del TODAYS 2019?

Il TODAYS è un festival contemporaneo dietro il quale c’è grande lavoro. Costruendo la line up si abbandonano le ambizioni e si rinnova l’equilibrio tra realtà e volontà. Possiamo parlare di equilibri e obiettivi della quinta edizione, quella della svolta. Quello  che ci interessa in questa avventura del 2019 è fare la differenza ed essere un festival europeo, un luogo in cui si viene per conoscere nuova musica e si rimane stupiti.

Come si costruisce il festival in questo momento storico, in cui la cultura in Italia sembra essere messa da parte e i festival musicali arrancano, e in alcuni casi, come il Siren festival di Vasto, chiudono.

Inizio col dirti che l’Italia non è un paese per festival, quanto più che altro per rassegne e day off.

Il festival, diversamente da tali eventi, è un evento straordinario, in cui poter osare e incuriosirsi. Una sorta di esperienza in cui ci si immerge e si torna a casa contenti di aver vissuto il momento, anche in una funzione di apprendimento musicale. In Italia ora si fa fatica perché si va solo a seguire artisti che già si conosce. Aggiungici che mettere insieme cultura e imprenditoria è difficile, mentre  ci vogliono solide basi per creare un festival che sia anche un fenomeno sociale. In questo contesto, TODAYS prova a fare la differenza, portando sul palco tutti artisti che non sono italiani, per una musica che non sia geograficamente divisa e non sia classificabile solo nella dicotomia tra buono e cattivo ascolto.

Come fece Joe Strummer nel live di Wembley, si deve cercare la tensione creativa e non solo l’ascolto.

Il festival si terrà in una chiacchierata Torino, al centro dei fatti con il Salone del libro, la questione TAV e anche altri episodi come lo sgombero dell’Asilo occupato. Come si pone in tale contesto geografico il festival?

Guarda, posso dirti che organizzare un festival è faticoso, un progetto che impone tanta passione e stress, con problemi logistici che si pongono di volta in volta. Torino, in questo contesto faticoso di costruzione, è una città che definisco un “porto ma senza il mare”, una città viva e caotica, in cui però manca la magia del mare. Molti luoghi collassano ed è divenuto difficile suonare nei locali.

Mettici anche che c’è in atto in tutta Italia e non solo un cambiamento culturale nel rapporto con i social e la musica dal vivo, e che l’imprenditoria culturale arranca. Agire nella legalità e organizzare concerti, nel nostro paese, è divenuto poi difficile perché manca una responsabilità politica nel mondo imprenditoriale e culturale. Pensiamo ai rimborsi spese per i gruppi e alle differenza co l nord Europa, isola più felice della nostra.

Orbene, in tale situazione, il TODAYS festival è un esempio virtuoso in cui si collega la cultura musicale all’istituzione pubblica, con una gestione che non arriva dall’alto e che ha a cuore il virtuosismo e il tema della sostenibilità, il tutto dentro una macchina complessa.

Veniamo all’edizione 2019, quali sono secondo te gli artisti più attesi?

Il TODAYS, per sua caratteristica, è uno show completo in cui non ci sono artisti in rilevanza, ma il TODAYS stesso. Il cartellone e la time table sono costruiti per far vedere al pubblico tutti i live. Aggiungici, poi, che molti artisti saranno in Italia al festival come “data unica”.

Detto questo, il mio personale gusto mi porta ad apprezzare molto Bob Mould e gli Spiritualizes, oltre a Jarvis Cocker, direttore di un altro importante festival.

Terminiamo con in invito ai lettori di The Front Row e non solo.

Venite al festival per incuriosirvi e vedere artisti che non conoscete, perché il TODAYS è una scoperta.

Grazie a Gianluca Gozzi, ci vediamo al TODAYS festival, ma intanto ecco i biglietti: Ticket One TODAYS festival

Andrea Alesse

recensioni@thefrontrow.it



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