Intervista a TITA tra musica e arte, “E’ la forma che cambia ma il motore è lo stesso”.

L’abbiamo incrociata per la prima volta grazie alle parole in musica che TITA mette con passione e coraggio nel suo primo album “Andare Oltre”(recensione all’indirizzo web:https://thefrontrowit.trasferimentiaruba.it/tita-recensione-andare-oltre/)

Vista la caparbietà e l’intensità del suo primo lavoro, abbiamo quindi deciso di scambiare quattro chiacchiere con l’artista e la cantante, un vulcano di energia e buone intenzioni culturali.

Ecco allora le quattro domande che abbiamo rivolto alla bergamasca TITA (nella vita di tutti giorni, per i curiosi, Cristina Malvestiti).

 

The Front Row: Una voce calda e allo stesso tempo decisa. TITA dove nasce come musicista?

TITA: I miei ascolti hanno influenzato sicuramente il mio modo di cantare, R&B e musica soul sono stati il mio primo amore in adolescenza: Otis Redding, Wilson Pickett, Marving Gaye e Nina Simone sono alcuni che considero le mie radici musicali.

 

The Front Row: Una piccola curiosità per conoscerti meglio. TITA che dischi non può lasciare a casa durante il tour?

TITA: Al momento, St. Vincent, MASSEDUCTION e Black Panther di Kendrick Lamar.

 

The Front Row: Conosciamo le tue doti pittoriche. A tal proposito, come pensi si possa coniugare pittura e musica?

TITA: Pittura e musica sono in relazione tra di loro in maniera spontanea, sono due aspetti differenti dell’espressione artistica ma che avvengono con modalità simili.

Una chiama l’atra: il tocco della mano, il timbro del suono, i colori della voce, le sfumature. Anche le parole si scambiano, alcune sono valide per entrambe: i suoni chiari o scuri, la tonalità può essere quella di un colore.

E’ la forma che cambia ma il motore è lo stesso.

 

The Front Row: Il tuo album, da poco uscito, ha un titolo significativo. “Andare oltre” e un invito o un imperativo che tutti devono prefiggersi? Nasce da pulsioni personali?

TITA: Andare Oltre è uno slancio positivo, un invito che sicuramente nasce da pulsioni personali; è la voglia di rimanere in movimento, in continuo fermento, di avere uno sguardo sensibile e spingersi sempre un pò più in là, anche solo per andare incontro a un cambiamento.

 

Andrea Alesse



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