Le chitarre corrono, intervista ai The Zoids

Ardore rock e pulasazioni che fanno del loro disco “Void dimension” (da noi recensito) una bella uscita dll’ultimo periodo.

I The Zoids hanno realizzato una bella opera di chitarre emo core e melodia arrangiata con elettricità rock, sino alla matrice shoegaze. Per paralre di quanto fatto ci siamo spinti in una bella intervista, che ha visto il gruppo laziale raccontarci qualcosa sulle loro vite musicali e oltre.

1- Un album che corre via veloce e in maniera godibile. Come nasce il vostro sound?

The Zoids: Bella domanda! Abbiamo un bagaglio musicale molto vasto, questo è poco ma sicuro: i nostri ascolti spaziano tra il rock, il metal, il pop, l’elettronica..Void Dimension è un pò un mix di tutto quello che ci piace ma senza aver voluto copiare quello che ci piace. 

2- Che impatto hanno avuto le precedenti esperienze musicali nel nuovo progetto?

The Zoids: Le precedenti esperienze hanno sicuramente avuto un impatto fortissimo, ci hanno fatto crescere e hanno dato modo di evolverci.
Ora sappiamo cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare. Siamo più maturi musicalmente e per musicalmente non intendo solo quando abbiamo in mano gli strumenti.
Ci sono altre 1000 sfaccettature che circondano la musica che nel 2018 sono indispensabili: i social, la gestione dei contatti, l’immagine della band e così via.Bhè, le passate esperienze ci hanno dato modo di farci le ossa sotto tutti questi aspetti.
 
3-Diteci di tre album che hanno influenzato o influenzano i The Zoids.
 
The Zoids: Questa è una domanda a cui non piace rispondere (sorridono). Non perché vogliamo sia segreto ma come dicevo un paio di domande più su è uscito tutto così naturale, senza imporci regole e limiti.
Non abbiamo pensato: “facciamo un disco alla Tizio&Caio”, ma ci siamo messi e abbiamo mischiato le nostre idee!
 
4 – Suonare in modo personale e deciso come voi sembra essere diventato un lusso nel panorama alternative italiano
Cosa ne pensate?
 
The Zoids: Il panorama musicale italiano è cambiato in modo indescrivibile.
È uscito fuori tutto quest’indie non indie, più pop che indie, indie.. quanto si è abusato di questa parola!
Il 90% degli artisti italiani attivi al momento si stanno copiando l’un l’altro con basi, testi, modi di cantare.
Nei testi si parla di social, di internet, di viaggi estivi. Tutto un pò superficiale secondo me, però è impacchettato così bene che piace, a volte anche a me!
 
5- Dopo l’ultima fatica, quali sono i progetti futuri?
 
The Zoids: Attualmente la cosa che ci preme di più è suonare.
Il progetto è nato principalmente per questo: divertirci insieme, conoscere gente e posti nuovi e trasmettere qualcosa con la nostra musica.
Intanto però, tra una prova e l’altra buttiamo giù qualche idea (qualche? ne abbiamo già per un secondo disco!).

Andrea Alesse

recensioni@thefrontrow.it



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