La voce di Glen Hansard incanta il pubblico del cortile del Castello Estense

La voce di Glen Hansard incanta il pubblico del cortile del Castello Estense

L’irlandese Glen Hansard, già frontman dei Frames, metà degli Swell Season e vincitore di un Oscar per la colonna sonora di Once, è in Italia per cinque imperdibili live tra giugno e luglio per presentare oltre all’ultimo acclamato album, Didn’t He Ramble(candidato ai Grammy) uscito per Anti-Records, i brani che lo hanno reso uno dei musicisti più stimati degli ultimi anni.

Ad aprire il concerto ci sono i Lost Brothers.
Sono un duo musicale irlandese, composta da Mark McCausland e Oisin Leec e fanno un semplice folk rock molto orecchiabile che si sposa perfettamente con il sound di Glen Hansard.

Alle 21 circa ecco salire sul palco l’artista irlandese.
Non imbraccia subito la chitarra ma con la sua sola voce canta il primo brano tratto dal suo ultimo brano ovvero Grace Beneath the pines. Dopo questa versione da pelle d’oca ecco subito un classico brano tratto dalla sua esperienza con i The Frames ovvero Fitzcarraldo. C’è da dire che naturalmente è qui per suonare i brani di Didn’t He Ramble, ma riesce ad inserire perfettamente i suoi brani che l’hanno reso famoso come la splendida When Your Mind’s Made Up.
Verso metà concerto la chicca che non ti aspetti ovvero Drive all night di Bruce Springsteen.
Questa versione è incluso in un EP uscito qualche anno fa dove vedeva la collaborazione tra gli altri di Eddie VedderJake Clemons nipote di Clarence Clemons. A Ferrara Glen la mischia perfettamente con Respect Di Aretha Franklin creando un atmosfera incredibile. Naturalmente le scalette ai suoi concerti non esistono, comincia come da copione per poi abbandonarsi con brani che non erano programmati come la cover di Where Is My Mind dei Pixies.
Naturalmente ci sono anche dei riferimenti al magnifico EP Way Back in the Way Back When.

Da questo EP Glen ci canta e suona proprio la title track, dove si sente il mix perfetto tra folk rock e Soul, suoni che ora mai sono padroni della musica del cantante irlandese, tanto da lasciare spazio proprio ad una parte di concerto tutta concentrata da ritmi che arrivano proprio dalla Mo-town.
Se una volta Glen durante gli encore suonava le canzoni che il pubblico gli richiedeva, stasera non fa ne questo gesto ne quello di far salire nessuno a cantare con lui, ora mai i panni da buskers li ha lasciati nell’armadio per sostituirli con quelli del cantante navigato e maturo.

Say to me now e soprattutto Falling Slowly sono i suoi brani più famosi , con il brano che gli ha fatto vincere l’Oscar cantato senza amplificazione come da tradizione con tutto il pubblico.
Dopo una breve apparizione sul palco dei Lost Brohers, che ringrazio personalmente per la loro versione di Bella Ciao e la consueta The Auld Triangle, Glen chiude la serata con Her Mercy da Didn’t He Ramble.

Questo è il brano più bello del disco ed è perfetto per chiudere queste due ore abbondanti di ottima musica in compagnia di un artista straordinario genuino e disponibile.

Un ringraziamento per l’invito a DNA concerti e Ferrara Sotto Le Stelle.

Foto e testo di Carlo Vergani

Glen Hansard

The Lost Brothers



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