L’incredibile grinta degli Editors è protagonista nella seconda giornata del Sirens Festival 2016

L’incredibile grinta degli Editors è protagonista nella seconda giornata del Sirens Festival 2016

Cala il sipario sulla seconda giornata del Sirens Festival di Vasto.

I protagonisti indiscussi sono stati gli Editors.

Ci sono gruppi che ascolti per caso in radio, ascolti le loro canzoni, ma che in un primo momento non ti dicono niente.

Passano nella tua città diverse volte e puntualmente fanno dei gran sold-out, ma non riesco a capire come mai.

Qui entrano in campo amici e conoscenti che come una goccia che che scende da un rubinetto hanno incominciato a farmeli ascoltare quasi ogni giorno, soprattutto l’ultimo disco In Dream.

Sta di fatto che la data bolognese è appena passata con il solito sold out, ma dopo quella data il mio amore per questa band è aumentato, tanto da farmi prendere la decisione di comprare la versione vinile color oro.

Il disco In Dream è stupendo tanto che secondo il mio parere è uno dei migliori usciti del 2015.

Quando vado in fissa con un gruppo, non vedo l’ora che torni in italia per andarlo a vedere dal vivo, ed è per questo che mi trovo oggi nella città abruzzese.

Stasera oltre al gruppo britannico ci sono diversi gruppi molto interessanti come la rivelazione del 2016 Calcutta, oppure A.R. Kane o Adam Green.

Il primo artista che si è esibito è la bellissima Tess Parks .

La cantautrice di origini canadesi, scoperta dal mitico fondatore della Creation Records Alan McGee, arriva al Sirens per presentare l’ultimo bellissimo album I Declare Nothing.

Solo chitarra e voce che nel contesto del giardino d’Avalos rende l’atmosfera incredibile.

Il primo gruppo sul palco principale di piazza del Popolo è A.R. Kane

Gli A.R. Kane sono stati un duo musicale inglese costituito da Alex Ayuli e Rudy Tambala formatosi nella zona di East London nel 1986. Polistrumentisti e compagni d’etichetta (la 4AD, ricordiamolo) dei Cocteau Twins nonché ispiratori e diretti antecedenti di band come My Bloody Valentine e Slowdive, A.R KANE sono i pionieri assoluti del dream pop.  

Il loro jazz- pop con piccole sfumature di funky è molto orecchiabile ed è  la colonna perfetta per un aperitivo con gli amici sullo splendido terrazzo di piazza del Popolo di Vasto.

Il primo Dj set è del produttore  Nosaj Thing all’interno del Cortile D’avalos.

Nosaj Thing è all’incessante ricerca del nuovo. Il producer di LA, al secolo Jason Chung, dice che chiunque ascolti molta musica sa bene che sensazione di intorpidimento si provi ad ascoltare buona parte della musica prodotta oggi, a causa del riciclo di suoni già sentiti e semplicemente riorganizzati secondo diverse configurazioni geometriche. 

Il suo Dj set è molto intenso e creativo e soprattutto con giochi di luci e immagini che rendono alla perfezione il suo stile.

Calcutta nasce e vive fra Latina e Roma. Dal 2011 suona in lungo e in largo per la penisola, nei locali, negli scantinati e a casa della gente. Canta di gite pontine, amori veri o immaginati e piccole cose che saranno capitate anche a voi.  Nel 2012 incide un disco per Geograph Records che si chiama “Forse…” (2012) e diventa un piccolo culto. 

Il 30 Novembre 2015 esce “Mainstream”  pubblicato per Bomba Dischi in collaborazione con Pot Pot Records. Il disco, prodotto presso Studio Nero di Roma da Calcutta e Marta Venturini, è stato missato e masterizzato da Andrea Suriani, con la supervisione artistica di Niccolò Contessa, presso Alpha Dept Studio di Bologna. 

“Mainstream” è un disco pop rovesciato in 10 tracce d’amore immediate. E’ un disco per tutti ma forse non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo. 

Dall’uscita dell’album Calcutta è diventato un piccolo grande fenomeno, attirando su di se l’attenzione crescente e trasversale di pubblico, stampa e web.

Descrivere i testi e i concerti di questo artista mi è molto difficile, ma se la gente lo segue così assiduamente vuol dire che tutto il successo che sta ricevendo è giustificato.

Si torna nel cortile D’avalos per il maestro Adam Green.

l piccolo genio newyorkese, capostipite della generazione anti-folk americana, con 9 album all’attivo, arriva in Italia per presentare il nono album solista della sua carriera “Aladdin”

La sua musica è allegra e spensierata che fa ballare e divertire il pubblico presente.

Ecco il momento più atteso : Gli EDITORS.

Quando Justin Lockey si mette al pianoforte il pubblico ha già intuito che il primo brano che suoneranno sarà No Harm brano che apre proprio in Dreams.

Tom Smith è elegantissimo in completo scuro e camicia bianca. La sua voce è molto più che perfetta, è incredibile . Con il pezzo Sugar si fa subito sentire la sua incredibile presenza scenica.

Il primo vero sussulto si ha con life is a fear. Questo brano è incredibile sul disco e dal vivo è praticamente uguale senza neanche una sbavatura.

LA loro musica mischia molti generi rock, prendendo spunto soprattutto da quelli più Dark come Cure o Smith.

Musicalmente sono essenziali le basi la batteria e naturalmente la voce di Tom. Le chitarre sono quasi impercettibili, ma nonostante ciò riescono ad avere una potenza incredibile.

Forgiveness è un altra perla incredibile del concerto  che si mischia perfettamente con brani più datati della band.

Le pause sono veramente poche, il caldo è opprimente, Tom rimane in camicia , ma la sua voce continua ad essere perfetta senza neanche una sbavatura.

Ocean of night è splendida, crea quella giusta atmosfera che fa calmare i presenti prima di esplodere con A ton love, forse il loro brano migliore e di sicuro il mio preferito.

La cover di Bruce Springsteen di Dancing in the Dark  con Tom da solo alla voce è da pelle d’oca. Non sempre la fanno ed è la prima volta che la eseguono in Italia.

Non faccio paragoni avventati ma di sicuro una delle migliori interpretazioni che io abbia mai sentito del brano del Boss.

Gli encore sono una formalità e servono solamente a mettere il punto esclamativo sul un concerto bellissimo.

Papiloon li ha fatti scoprire a tutto il mondo ed è un brano che ancora oggi è passato in heavy roation nelle radio di tutto il Mondo, mentre Marching Orders chiude il disco In dream e anche questo concerto.

Che dire non ci sono parole.

Gli Editors sono veramente una delle migliori live band in circolazione e consiglio vivamente tutti di andarli a vedere sia Milano che a Treviso rispettivamente il 2 settembre al Circolo Magnolia e il giorno prima all’home festival.

SETLIST:

No Harm

Sugar

Smokers Outside the Hospital Doors

Life Is a Fear

The Racing Rats

Forgiveness

Eat Raw Meat = Blood Drool

Bones

Formaldehyde

Munich

All the Kings

Open Your Arms

The Pulse

Ocean of Night

A Ton of Love

Dancing in the Dark
Papillon

Marching Orders

Un ringraziamento a DNA concerti per l’invito e al Sirens Festival per l’ospitalità

Testo e foto di Carlo Vergani

Editors:

Tess Parks:

A.R. Kane:

Nosaj Thing:

Calcutta:

Adam Green:

 

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