Eddie Vedder infiamma il pubblico del Firenze Rocks

Eddie Vedder infiamma il pubblico del Firenze Rocks

Il secondo giorno del Firenze Rocks 2017 si chiude con il botto con i 50.000 fans accorsi all’ippodromo del Visarno, per assistere al concerto del cantante dei Pearl Jam: Eddie Vedder.

Dopo le varie defezioni, che hanno portato alla cancellazione delle esibizioni dei Cigarettes After Sex e dei Cranberries, ecco finalmente giunto il giorno che tutti i fans del surfista di San Diego aspettavano.
A sostituire i due gruppi sono stati scelti due cantanti italiani, un emergente e uno affermato.

Se Eva Pevarello è alle prime armi, dopo i successi dei talent, per Samuel dei Subsonica invece si tratta di una nuova avventura dopo aver momentaneamente messo da parte il suo gruppo principale.
Eva Pevarello dimostra anche davanti a così tanto pubblico, di avere del talento come lo stesso Samuel che per tutto lo show si esibisce con pezzi suoi o cover come la bellissima Ho Difeso il Mio Amore dei Nomadi che già aveva suonato al Festival di Sanremo.

Lo show di Glen Hansard è come sempre perfetto. 
Per l’occasione si presenta con una parte della sua band per cercare di fare breccia nei cuori di tutto il pubblico. Ci riuscirà in pieno perchè Say to Me Now è da brividi come tutti gli altri brani suonati fino a Way Back in the Way Back When.

Con il calar della notte e dopo i fuochi d’artificio ecco salire sul palco Eddie Vedder.
Abituato a suonare con il suo progetto da solista in posti medio grandi, il colpo d’occhio che gli appare è mostruoso. 50 mila fans accorsi nella città toscana solo per lui. Si parte subito con brani dei Pearl Jam, Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town, Wishlist ed Immortality. Il pubblico chiaramente vuole le canzoni della band di Seattle e Vedder li accontenta in tutto e per tutto.
Piccola pausa con il  classico siparietto in Italiano, dove afferma che solo in Italia può accadere che un cantante solista con la sua chitarra possa avere una folla così oceanica.
Trouble di Cat Stevens ora mai è un brano che non manca mai e dopo la stupenda I Am Mine è ora di imbracciare quel piccolo strumento chiamato Ukulele. Can’t Keep e Sleeping by Myself escono alla perfezione a parte qualche sbavatura, ma il pubblico sembra apprezzare nonostante lo strumento non si presta per un concerto come questo. La mancanza del quartetto d’archi, che ritroverà lunedì a Taormina, gli porta a suonare molti brani dei Pearl Jam.
La combo Black e Porch è devastante. 
Dopo tutte queste emozioni passa all’organo per Comfortably Numb dei Pink Floyd, brano che ha suonato per la prima volta in questo tour a Cork, ma qui tra errori e dimenticanze la suona e canta tutta cosa che nella città della Murphy’s non fece.
“Voglio la luce dei vostri telefonini” Con queste parole anticipa la versione di Immagine di John Lennon.
Dopo questo brano Better man ci calza a pennello, con il pubblico che canta insieme a Vedder come se fossimo ad un concerto dei Pearl Jam. Altri brani della band di Seattle come MFC e Untitled e  la cover di Last Kiss portano sul palco Glen Hansard per il finale dello show.
Falling Slowly che ora mai da Dublino accompagna questa parte del concerto, è come sempre perfetta ed emozionante. Society dal film Into the Wild è stupenda in questa versione a due come Smile dei Pearl Jam.

Durante il brano Song of Good Hope di Glen Hansard , Vedder torna indietro di qualche anno e si mette a cantarla tra il pubblico. Rockin’ e Hard Sun sono le ultime due perle che chiudono queste due ore incredibilmente emozionanti. Per due ore si sono messe da parte polemiche su token ed organizzazione per ammirare un artista che riesce a tirare fuori il massimo da qualsiasi cosa che gli si venga proposto.
Era una sfida suonare in acustico davanti a così tanto pubblico.
Ebbene si lui ne uscito vincitore e dopo questo show, è più che mai è sempre più vicino a quell’olimpo dei grandissimi della musica Rock.

SETLIST:
Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town
Wishlist
Immortality
Trouble
Brain Damage
Sometimes
I Am Mine
Can’t Keep
Sleeping by Myself
Setting Forth
Guaranteed
Rise
The Needle and the Damage Done
Unthought Known
Black
Porch
Comfortably Numb
Lukin
Imagine
Better Man
Last Kiss
Untitled
MFC
Falling Slowly
Song of Good Hope
Society
Smile
Rockin’ in the Free World
Encore:
Hard Sun

Un ringraziamento per il gentile invito al Firenze Rocks

Foto e testo di Carlo Vergani

Eddie Vedder

Samuel

Glen Hansard

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