Durmast, dalla percussione al beat con Village

Durmast, dalla percussione al beat con Village

Autori: Durmast
Album: Village
Label: FUTURE CITY RECORDS (usa), BIG LAKES RECORDS (ita), MANGIARE BENE DISCHI (ita)

Tutti scappano dalla routine, Durmast non può sfuggirle e quando non si può scappare non si ha altra scelta che accoglierla, ecco che questa alienazione viene riversata in sequencer, sintetizzatori, bassi altissimi e ritmiche ridondanti. Una lotta continua contro loop giornalieri, rispondendo agli attacchi con la stessa identica arma, la ripetitività.

Davide Donati, in arte Durmast, è già batterista di band alternative quali Home By Three e Jasmine Gli Sbalzi. Preso dalle strette di un quotidiano, decide di reinventarsi e passeggiare su ambienti elettronici, producendo il suo primo album, dal titolo “Village”. Durmast decide coì di passare all’attacco, sevendosi di macchine che producono beat lisergici, trasfigurazioni breakbeat e inni synthwave. Da Cesano beach (Senigallia) verso la strada delle produzioni Moor Music, con poco spazio alla melodia vocale, ma con i bassi materici al punto giusto e una varietà interessante di effetti.

Durmast diviene cos’ un eclettico producer che si aggrappa anche al suo mondo, iniziando a sbalordisci positivamente con Hotel Barbara, prima traccia in cui mostra gli artigli con un beat convincente e un ritmo da Board Of Canada. La canzone, accompagnata dall’intuitivo video, è un concept sul bisogno di tradizione e innovazione, per tornare alle radici ballando e sentendosi sempre a casa.

Il buon Durmast ha quindi da subito una buona presa, dimostrandosi poi attaccato alle assuefazioni space electro in Aldyno e sempre pronto a far ballare (la riviera è sempre la riviera) con i ritmi oscuri di Grazy Ella, in un infuocata notte con Ellen Allien e la sua cassa. Il vento electro di Bora è poi la spinta verso una presa più morbida, con linee di piano e riverberi che fanno da preludio alla mai doma Ciwi Throws Television, in cui il bravo Donati, autore in solo del mixer, si fa assistere da Tegu.

Testo a cura di Andrea Alesse
recensioni@thefrontrow.it

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