Il Paper Gods Tour 2016 dei Duran Duran a Milano

Dopo i trionfali appuntamenti a Taormina, Roma, Verona e Firenze, i Duran Duran tornano a Milano per chiudere il mini-tour italiano. L’occasione √® quella del Market Sound, dove la band composta da¬†Simon Le Bon (voce), John Taylor (basso), Nick Rhodes (tastiere), Roger Taylor (batteria) e Dominic Brown (chitarra) ha presentato al pubblico accorso in massa per questa data nel capoluogo lombardo l’ultima fatica discografica, l’album Paper Gods.

Sul palco, oltre ai brani del convincente¬†Paper Gods, ovviamente non sono mancati i classici della loro carriera da¬†The Wild Boys a Save A Prayer, passando per The Reflex, Ordinary World, Rio e Notorius,¬†giusto per citarne alcuni. La band appare oggi pi√Ļ in forma che mai, nonostante abbia sulle spalle mesi e mesi passati in tour per tutto il mondo: i quattro inglesi hanno ancora voglia di scherzare con il pubblico, ma soprattutto di fare¬†buona musica, regalando uno spettacolo coinvolgente.

La scaletta √® stata sapientemente costruita, in modo che i pezzi pi√Ļ nuovi e (forse) meno conosciuti, si alternino alle hit storiche, in modo che l’elettricit√† con il pubblico – assolutamente variegato per et√† e genere – non si spegnesse.
Non √® mancato, come √® stato per le date precedenti, un omaggio al compianto David Bowie, che i Duran Duran hanno voluto ricordare presentando una particolare rivisitazione di Space Oddity, uno dei suoi pezzi pi√Ļ amati.

Insomma, nonostante siano passati circa quarant’anni dalla prima volta che questi ragazzi hanno calcato il palco, l’energia che traspare dai loro concerti √® rimasta immutata, con una freschezza che fa invidia agli artisti esordienti e non per niente hanno venduto oltre 80 milioni di dischi.

Ma riportiamo qualche impressione a caldo dell’amico Aurelio Heyrace: < Per me, dei tre concerti visti, quello di Milano √® stato il migliore. Verona bello ma rovinato dalla pioggia mentre a Firenze c’erano evidenti problemi di suono ed il pubblico √® stato un po’ freddino. La scaletta √® rimasta immutata per tutti i concerti, anche per quelli non visti di Taormina e Roma….Sulla coda di Planet Earth il ritmo rallenta e partono prima le immagini di una stazione orbitante e due astronauti e poi le immagini vengono sostituite da una foto di David Bowie ….e Planet Earth diventa Space Oddity …per poi riprendere brevemente il ritmo di Planet Earth e concludersi… A Verona c’√® stato il fuori programma degli auguri a Nick Rhodes con tanto di torta di compleanno ed un tenore che ha cantato Happy Birthday. Comunque x me, come valore aggiunto, ci sono state le duraniane. Molte mie amiche hanno seguito 2 o pi√Ļ date del tour. Rivedere queste persone, molte ultra40enni lasciare i figli a casa con il marito o i nonni ed entusiasmarsi sotto il palco come 30 anni fa √® stato impagabile. Come ho scritto sono veramente ” Wild…girls”>

E ora un’altra impressione a caldo dell’amico Alessio Da Ronche: <“Ciao Italia”. Questo √© stato il Leit Motiv della settimana lanciato dal palco delle 5 citt√† toccate dai Duran Duran durante il loro Paper Gods Tour. Ho percorso l’Italia dalla Sicilia alla Lombardia e lo show di Taormina con la cornice dell’Antico Teatro Greco rimarr√† indelebile nella mia memoria. La setlist durante questo tour non √© mai mutata dando alle serate un sapore da Greatest Hits pi√Ļ che da lancio (o rilancio) dell’ultimo lavoro in studio della band. Le highlights sono state il medley di Planet Earth con Space Oddity (con tanto di omaggio scenico a Bowie) e la tradizionale “luminaria” in Save a Prayer dove le emozioni nel pubblico sono palpabili. Grazie ai Duran, grazie al notevole riscontro del pubblico che anche a distanza di 29 anni dai primi concerti italiani continua a seguirli e ad amarli come il primo giorno. D’altra parte, il Primo Amore non si scorda mai>

Ad aprire la serata a ritmi dark pop le ucraine Bloom Twins

Nel ringraziare Live Nation per il gentile invito, vi lasciamo agli scatti della serata a cura di Stefanino Benni:

DURAN DURAN

BLOOM TWINS

 

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