Dinosaur Jr al Carroponte, una festa rock a cui dovevi essere invitato

Mai domi, eclettici e praticamente… mai in estinzione. Perdonatemi la banalità, ma rende bene l’idea per un gruppo, iDinosaur Jr, che è capace di trasformare una serata in un evento, anche dopo trenta e oltre anni di carriera.

L’anno scorso avevano dovuto rinunciare alla tappa milanese, ed ecco che i nostri eroi americani tornano nel 2017 per annaffiare col loro ruvido indie noise rock l’immenso Carroponte, location unica e dalle mille risorse estive. J Mascis agita certezze e Lou Barlow sembra trapiantato da qualche film clone di Ritorno al futuro, mentre fissa la batteria di Murph. Un trio che illustra ai presenti cosa si intende per passione e assidua celebrazione del sound made in America, quella che sfornava talenti rock lontani dalle battaglie di NME su Kobain e compagnia.

Atteggiamento sicuro e sfavillante nei suoni di chitarra, questo è il monito dei Dinosaur Jr negli anni 10. Non ci sono idee da far sopravvivere, ma solo tanta concretezza, apparsa subito evidente dalle note di Thumb, apertura che ricorda i tempi di SST Records, e che fa il paio con Little Fury Things e il suo riff strabordante che apre la scorrazzata rock di altissimo livello.

Non può mancare lo spazio per il nuovo album, con Goin Down e Tiny che ci ricordano una tempesta noise di alto livello e tensione.
I dinosauri predicano e animano la serata, colpendo le sfavillanti chitarre con la forza pura di uno Jedi, appollaiato sui capelli di J Mascis, guru di una notte milanese che non teme la pioggia, mentre il nostro cantante che scivola felicemente verso il fondo con la sua band alle spalle, quasi come in un programmato salvataggio. Con Feel the Pain si stappano bottiglie di vecchio champagne conservato con carta di magazine decadenti ma assolutamente affascinanti, come il giro di valzer rock che accompagna la canzone. Il delirio, soprattutto mio, arriva poi con Freak Scene, epico manifesto di una generazione altra, tesa a contrastare il dilagante non sense hippie dei tempi, che oggi sa tanto di contrasto all’hipsterismo moderno. Una battaglia in una canzone, per una melodia annoiata e vincente, riproposta dai Dinosaur Jr con passione e scanzonata verve. Si va a letto con Just Like Heaven, The Cure cover suonata con delirium tremens scalciante e vena rock.

Grazie Dinosaur Jr, quasi quasi vi raggiungo nelle altre due date in Italia.

Grazie al Carroponte e Giulia Binosi Media Relations per l’invito.

Testo a cura di Andrea Alesse



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