Cyndi Lauper: dagli anni ’80 al Gruvillage di Torino

Lo confessiamo: quando un mito del passato ci offre la possibilità di rivederlo all’opera sul palco, ci crea sempre una dicotomia di sentimenti. Da un lato c’è la curiosità di vedere se il tempo, almeno dal punto di vista artistico si sia fermato. Dall’altro c’è il timore di accorgersi che un film del passato, seppure un po’ sbiadito, continui ad essere meglio di un remake.

Così quando abbiamo saputo che al Gruvillage sarebbe arrivata Cyndi Lauper, immediatamente ci siamo precipitati a rivederla nei video, con la sua vocina stridula ma assolutamente godibile, la sua grinta rockettara fatta di acuti e di colori. Colti dalla nostalgia abbiamo deciso che sarebbe stato giusto andarla a vedere dal vivo, sperando di rivivere una serata in piena atmosfera anni ’80. Lo stesso ragionamento devono averlo fatto centinaia di fan, che hanno gremito l’arena del grande centro commerciale torinese.

I presupposti per una grande spettacolo c’erano tutti, eppure ci siamo accorti abbastanza in fretta che al di là di una buona teatralità, qualche battuta simpatica e alcuni siparietti ideati per coinvolgere il pubblico, lo show ha fatto fatica a decollare. Cyndi ha ideato una scaletta ricca di cover, di sonorità country, ma ha dimenticato il graffio nei camerini. Abbiamo dovuto aspettare quasi fino alla fine per avvertire un vero e proprio applauso convinto del pubblico. E l’ovazione, manco a farlo apposta è arrivata quando l’artista ha deciso di fare un po’ di sano rock, attingendo al repertorio di Prince e The Brains. Meglio, molto meglio è andato il bis, quando sono arrivate finalmente le sue hit (Time After Time, Girls Just Want to Have Fun e True Colors). Nel complesso, lo confessiamo, siamo tornati a casa delusi. Cyndi, non ce ne voglia, è simpatica e brava, ma non ci sentiamo di andare oltre la sufficienza, nel giudicare il suo concerto torinese.

Nel ringraziare Gruvillage e Las Chicas Adnfarm per l’invito, ricordiamo la scaletta.

Funnel of Love (Wanda Jackson cover); Heartaches by the Number (Ray Price cover); I Drove All Night; The End of the World (Skeeter Davis cover); Walking After Midnight (Patsy Cline cover); The Goonies ‘R’ Good Enough; I Want to Be a Cowboy’s Sweetheart (Patsy Montana cover); You Don’t Know; When You Were Mine (Prince cover); Money Changes Everything (The Brains cover). Bis: Misty Blue (Eddy Arnold cover); Time After Time; She Bop; Girls Just Want to Have Fun; True Colors.

Testo e Foto di Vincenzo Nicolello



#Follow us on Instagram

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra e da terze parti. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi