Black Star Riders: Heavy Fire, la recensione

Black Star Riders: Heavy Fire, la recensione

E’ uscito lo scorso 3 febbraio, per Nuclear Blast, Heavy Fire il nuovo disco dei Black Star Riders
I Black Star Riders, per chi non li conoscesse, sono Il progetto nato nel 2012 dall’ultima formazione dei Thin Lizzy che propone un fresco ed interessante hard rock con tanti richiami al periodo d’oro degli anni ’80.
In questo Heavy Fire, i Black Star Riders, propongono quaranta minuti di ottimo hard rock e rock di puro stampo statunitense,
Scott Gorham e Damon Johnson anche in questo terzo disco, si dimostrano delle vere e proprie macchine da riff, e la prestazione canora di Ricky Warwick è sempre d’altissimo livello.
In questo Heavy Fire, i Black Star Riders partono forte con l’azzeccata tilte track, seguita da When The Night Comes In che sembra un brano uscito direttamente dagli anni ’80 con una bellissima struttura ritmica.
Il terzo brano è Dancing With The Wrong Girl, un brano più lento rispetto ai precedenti. E poi ecco Who Riders The TIger costruita su un riff micidiale sul quale è impossibile non scatenarsi con un violento headbanging.
A metà disco ecco Cold War Of Love, una ballad che funziona alla perfezione, anche grazie ad una buona prestazione di Warwick alla voce, uno degli episodi più riusciti di questo nuovo disco dei Black Star Riders.
Dopo la ballad, i ritmi faticano a decollare, i ritmi successivi restano soft con Testify Or Say Goodbay, dove le chitarre di Gorham e Johnson ricoprono un ruolo da assolute protagoniste.
Dopo due brani soft, i Black Star Riders ricominciano a picchiare con Thinking About You Could Get Me Killed, brano che si sviluppa su un riff di basso devastante.
Proseguendo con l’ascolto, ci ha particolarmente colpito la penultima traccia: Ticket To Rise, dove i riff di chitarra sono nuovamente intensissimi, a chiudere le danze ci pensa Letting Go Of Me altro brano dai ritmi frenetici.
In conclusione, possiamo dire che con questo disco i Black Star Riders, raggiungono nuovamente e pienamente la sufficienza, anche se  il livello compositivo è leggermente calato rispetto alle release precedenti, questo Heavy Fire, è un buon disco, di facile ascolto, anche per chi non ama il genere. Un disco che sembra essere concepito per essere ascoltato in automobile durante un lungo viaggio.

Testo di Alberto Gandolfo

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