Italica presenta Pieralberto Valli e Pietro Berselli

Italico: antico abitatore della penisola italica; aggettivo: relativo ai popoli della penisola italica e ai loro idiomi.

Italica parte da questo punto fermo, per consacrarsi come realtà della nuova scena musicale milanese. Quattro incontri con artisti con personalità e diversa estrazione musicale, il tutto presso l’innovativo spazio Base del quartiere del design di Tortona. Dopo il piano solo del bravo Giovanni Truppi, e dopo l’estro di Massaroni Pianoforti, stavolta è toccato a due nuovi personaggi: Pieralberto Valli e Pietro Berselli, in attesa dell’ultimo appuntamento coi Camillas. Una rassegna per chi canta in italiano, ma ha in sé il senso di trascinamento musicale universale che sprigiona con il suo linguaggio musicale. Questo, e molto altro, è la nuova serata del giovedì milanese, per un calendario fatto di un appuntatemelo mensile studiato da chi conosce le nuove sonorità tricolori.

L’inizio delle danze è tutto per Pieralberto Valli, autore di un cantautorato elettronico che spinge sino ai ritmi tribali del trip hop. Laptop e keyboards, accanto all’amore per la composizione e al senso di precarietà umana messo alla berlina dinanzi alla realtà. La basi, messe a punto dal suo collaboratore (al suo ultimo concerto) risuonano potenti, non scalfendo la verve poetica e il cantico maestoso di Valli. Quando emerge dall’elettronica la bella Frontiera siamo tutti un po’ più contenti, dimostrando di aver capito la missione di un artista che con l’album Atlas ha iniziato un percorso interessante e molto personale. Una verve robotica e mistica lo accompagna tra la sua ironia e le sue gesta live, già molto apprezzate nella data romana del Monk.
Il testo non nasce mai per primo, al massimo nasce durante la scrittura della musica. Le parole infatti sono utilizzate tanto per il loro significato quanto per il loro suono, è imprescindibile. Quando ho iniziato a scrivere in italiano è stata una liberazione! Finalmente avevo la possibilità di esprimere con le parole giuste le mie sensazioni.

Con queste parole, invece, si è presentato Pietro Berselli al round di italica, nuova tappa del suo pellegrinaggio da Padova a Milano, con truppa al seguito e live che per la prima volta non è solo acustico. Il capogruppo Berselli allinea allora i suoi quattro scudieri, tutti vestiti in completo nero quasi a rimarcare un legame con la profondità di un colore che fa il paio con la misticità del presente musicale di Berselli. Orfeo l’ha fatto apposta l’abbiamo recensito e già ascoltato dal vivo, ma ogni volta è sempre la migliore, come quando vedi un film di Lynch mille volte e lo capisci ogni volta sempre meglio. Post rock intellettuale e biografico, con cadute sul tema della solitudine forzata del nostro tempo metallico e severo, come le note che Berselli e la sua band suonano ispirandosi spesso agli Explosion in the sky. Debole, Senza Regole, Niobe, e tutte le altre canzoni del disco sono suonate con passione e trazione molto personificata, col solito recitato che da teatralità e spessore allo show. L’eterno ritorno dei cani ci riporta sulla terra a colpi di una lezione musicale che si mescola con le buoni intenzioni di chi ci esorta a mettere soldi nel salvadanaio del karma.
E visto che siamo a Italica, una cover di Patty Bravo, Pensiero Stupendo, non fa mai male.

Testo a cura di Andrea Alesse



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