Angel Olsen alla Salumeria della Musica. Arpeggi a cuor leggero e anima bollente

Angel Olsen alla Salumeria della Musica. Arpeggi a cuor leggero e anima bollente

Chiariamoci bene. Il protagonista della serata non è stato il caldo malefico di inizio stagione. Bensì la verve e il carisma della bella Angel Olsen. Al mio arrivo la Salumeria della Musica sembra una bomboniera in attesa del suo campione, mentre fuori si fa a gara per guadagnarsi gli ultimi biglietti. Angel è in attesa del sold out col suo vestitino giovanile e sbarazzino, mentre ripassa le note di My Woman, ultimo disco che l’ha resa ancora più celebre nel panorama indie folk planetario. A sostenerla, la sua band in divisa; un manipolo di buone intenzioni musicali che manovrano anche un synth. Angel Olsen è un entità femminile di pura bellezza, che sale dopo che Alex Cameron ha scaldato i presenti con una visione molto anni ’80 e un accompagnamento con sax che ricorda i The Ex. Artista poliedrico, si pettina volentieri i capelli e mostra una composizione che sminuzza in country folk e composizioni vecchia scuola dei tesi impegnati e personali, con una buona dose di energia.
Tutt’altro spirito, invece, per la bollente Olsen, madrina di una solida interpretazione e di un groviglio di emozioni che saltellano sulle tirate e messe a lucido corde vocali della gradevole singer americana. Il carisma che non ti aspetti da una minuta e semplice ragazza che ama la musica e non cade preda degli isterismi elettronici. Suona la chitarra e la keyboard, dividendosi tra le note di Not gonna kill you e di Sister, e macchiandosi del peccato country per apparire rilassate e ben augurante. A salire in cattedra è il ritornello Shut up kiss me / Hold me tight / Shut up kiss me / Hold me tight, cantata e ricantato come in una favola riot grrl che arriva al traguardo con un pizzico di nervosismo. I presenti apprezzano uno dei brani più divertenti dell’ultimo disco, che peraltro vede la Olsen dirigersi da sola il video, quasi come in un protagonismo do it yourself. Un protagonismo che ritroviamo poi in una lunga predica amorosa (Woman), preda delle ansie di una appena trentenne che strizza l’occhio beffardo all’indie rock. Prima di andarsene, Angel Olsen dichiara di volere una piscina sul palco, sul quale rientra poi per un ultima canzone in solo che ci ricorda la sua integrità e le sue radici. Ci rivediamo il 17 luglio all’apertura degli Arcade Fire. Tutti presenti.
Grazie a Sherpa Live per l’invito.

Testo a cura di Andrea Alesse

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